Il Salone del Libro di Torino accoglie la “restanza”: successo di pubblico per il dialogo tra Vito Teti e Brunori Sas

L'antropologo e il cantautore si confrontano sulle aree interne e sul futuro della Calabria, oltre i cliché del declino e della celebrazione. Moderato da Tommaso Labate

Ha registrato il tutto esaurito l’incontro intitolato “Parole e cultura della restanza. Tra visione e possibile, abitando la Calabria”, ospitato nell’ambito del Salone Internazionale del Libro di Torino. L’evento ha visto confrontarsi l’antropologo Vito Teti, tra i massimi esperti dei fenomeni di spopolamento delle aree interne del Mezzogiorno, e il cantautore cosentino Dario Brunori (noto con lo pseudonimo d’arte Brunori Sas). Il dibattito è stato moderato dal giornalista Tommaso Labate.

Al centro del confronto vi è il concetto di “restanza”, termine neologico introdotto dallo stesso Teti per definire la scelta consapevole e attiva di rimanere nel proprio territorio d’origine, differenziandola da una posizione di passiva rassegnazione.

Oltre la polarizzazione: una nuova complessità dell’abitare

Il dialogo ha esplorato le modalità attraverso cui è possibile generare nuove forme di comunità e dare vita a un immaginario culturale inedito all’interno dei contesti considerati periferici. L’obiettivo comune dei due relatori è stato quello di decostruire le narrazioni tradizionali legate alla Calabria, superando sia la retorica del declino irreversibile sia le semplificazioni dei racconti puramente celebrativi.

Dal connubio tra l’analisi antropologica di Teti e l’espressione musicale di Brunori è emersa una visione complessa della dimensione territoriale: un’esperienza descritta come fragile e ricca di contraddizioni, ma aperta a nuove prospettive di sviluppo.

I contributi del dibattito

Nel corso del suo intervento, Vito Teti ha richiamato la complessa memoria storica della regione, storicamente segnata da flussi migratori e dinamiche di abbandono:

«Continuando così, alcune zone della Calabria rischiano lo spopolamento totale. La restanza diventa quindi una scelta e una responsabilità», ha spiegato l’antropologo, precisando tuttavia che tale filosofia non deve precludere il viaggio, il confronto globale e l’apertura verso l’esterno.

Dario Brunori ha a sua volta respinto l’idea di una contrapposizione netta tra il contesto d’origine e le realtà del Nord Italia, evidenziando come l’apprezzamento della sua opera in centri urbani quali Milano o Torino dimostri un bisogno diffuso di condivisione di questi temi. Il cantautore ha escluso qualsiasi intento di apologia dell’isolamento o della separazione culturale, sottolineando l’importanza di un dialogo costante tra le differenti dimensioni territoriali.

Redazione

Seguici su

Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Approvato dalla Giunta il piano della manifestazione in calendario dal 6 all'11 ottobre 2026, integrato...
L’iniziativa rientra nel progetto di valorizzazione dei parchi comunali. La partecipazione alle tre giornate è...
Quartieri in festa per i film su grande schermo e per la presenza di due...

Altre notizie

Altre notizie