Il progetto per la costruzione del nuovo polo ospedaliero nell’area dell’Università della Calabria (Unical) continua a suscitare accesi dibattiti e reazioni contrastanti, alimentando una frattura territoriale tra i comuni di Cosenza e Rende. L’iniziativa è percepita da ampie fasce della cittadinanza come una sottrazione di servizi e infrastrutture a danno del capoluogo bruzio.
Nelle scorse ore, si è tenuto un incontro istituzionale presso il Rettorato di Arcavacata per fare il punto sull’iter di realizzazione dell’opera. Al tavolo di confronto hanno partecipato il rettore dell’Unical, Gianluigi Greco, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, il sindaco di Rende, Sandro Principe, e il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, Vitaliano De Salazar, intervenuto da remoto.
Nonostante il vertice istituzionale, la risposta del territorio è stata netta. Il Coordinamento dei Comitati di Quartiere di Cosenza — che riunisce le aree di Donnici, Spirito Santo, piazza Riforma, Rivocati, via Panebianco, Autolinee, via delle Medaglie d’oro, via Popilia, piazza Loreto e piazza Europa — ha espresso una ferma contrarietà alla proposta avanzata dal governo regionale.
In una nota ufficiale, i comitati hanno definito la scelta «un atto gravissimo nei confronti della città capoluogo di provincia», sottolineando come la storia, la tradizione e il ruolo istituzionale della comunità cosentina non possano essere mortificati da decisioni imposte dall’alto e prive di un confronto con il territorio.
Dal Coordinamento precisano di non essere contrari alla creazione di un Policlinico universitario ad Arcavacata, ritenendolo anzi un’opportunità strategica per lo sviluppo della formazione medica e della sanità locale. Tuttavia, viene ritenuta inaccettabile la prospettiva che questo avvenga a discapito dell’Ospedale Hub, che dovrebbe invece rimanere radicato nel capoluogo.
A supporto della propria tesi, i comitati ricordano l’iter istituzionale già avviato dal Consiglio comunale di Cosenza, il quale aveva approvato la realizzazione del nuovo presidio sanitario nella zona di Vaglio Lise, corredato da un progetto di fattibilità. La scelta di spostare l’opera ad Arcavacata è dunque considerata una forzatura che disconosce la volontà democratica cittadina e penalizza l’accessibilità per i comuni limitrofi che gravitano su Cosenza.
In risposta a questi sviluppi, il Coordinamento ha annunciato l’avvio di una mobilitazione popolare. Nei prossimi giorni sono previste iniziative pubbliche per manifestare il dissenso della comunità e scongiurare il depauperamento dei servizi sanitari e sociali del capoluogo.
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