Si accende il dibattito politico sulla gestione dell’edilizia sanitaria in Calabria. Al centro della polemica il presunto definanziamento degli interventi destinati alle Case della Salute di San Marco Argentano e Cariati, che ha innescato un duro scambio di battute tra i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e i vertici dell’amministrazione regionale.
Secondo quanto dichiarato dall’europarlamentare Pasquale Tridico, i documenti ufficiali attesterebbero la perdita definitiva delle risorse precedentemente stanziate. Nello specifico, si tratterebbe di circa 14 milioni di euro: 8 milioni destinati alla struttura di San Marco Argentano (per la quale era stata firmata una convenzione nel luglio 2022) e 6 milioni per quella di Cariati.
L’opposizione contesta non solo la perdita dei fondi relativi alla programmazione 2014-2020, ma anche la mancata predisposizione delle schede tecniche necessarie per l’inserimento dei lavori nel nuovo ciclo 2021-2027. Sulla questione è intervenuta anche la vicepresidente del gruppo M5S alla Camera, Vittoria Baldino, che ha definito la situazione delle opere incompiute come un segnale critico per il diritto alla salute sul territorio.
La replica della Regione
Non è tardata la risposta dell’amministrazione regionale attraverso l’assessore Marcello Minenna. Il titolare della delega all’Ambiente e Partecipate (con delega strategica alla programmazione) ha respinto le accuse, parlando di polemiche prive di fondamento tecnico.
Minenna ha chiarito che i progetti non avviati durante il ciclo di programmazione 2014-2020 non andranno perduti, ma saranno oggetto di una ricollocazione finanziaria. Secondo la versione dell’esecutivo, la Regione avrebbe già individuato coperture alternative all’interno di diverse linee di programmazione, garantendo così la continuità degli iter burocratici e la futura realizzazione delle infrastrutture sanitarie.
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