La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha stanziato un plafond di 15 milioni di euro per far fronte all’emergenza causata dai cicloni “Ulrike” e “Nils”, che nello scorso mese di febbraio hanno colpito duramente le province di Catanzaro e Cosenza. Le risorse, sebbene considerate un primo passo fondamentale, rappresentano solo una copertura parziale rispetto all’entità dei danni rilevati, in particolare nelle aree critiche come i Laghi di Sibari.
Governance dell’emergenza e iter procedurale
Secondo quanto stabilito dall’ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, assume il ruolo di Commissario delegato. Entro 30 giorni, la struttura commissariale dovrà sottoporre al Dipartimento nazionale un piano dettagliato degli interventi urgenti.
La Protezione Civile regionale ha già reso operativa la piattaforma informatica per la rendicontazione dei danni subiti tra l’11 e il 20 febbraio scorso. Per gli interventi di somma urgenza, il termine ultimo per la presentazione delle istanze è fissato al 3 maggio.
Misure di sostegno ai nuclei familiari
L’ordinanza disciplina l’erogazione del Contributo per l’Autonoma Sistemazione (CAS), destinato ai cittadini la cui abitazione principale sia stata dichiarata inagibile o sgomberata. I contributi mensili sono così modulati:
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400 euro per i nuclei monofamiliari;
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500 euro per i nuclei composti da due unità;
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700 euro per i nuclei di tre unità;
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800 euro per quelli di quattro unità;
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Fino a 900 euro per i nuclei composti da cinque o più persone.
Il beneficio decorre dalla data del provvedimento di sgombero e cessa con il ripristino delle condizioni di abitabilità o il reperimento di una sistemazione stabile.
Ristori per privati e attività produttive
Per quanto concerne il ripristino dei beni danneggiati, l’attuale quadro normativo prevede massimali specifici:
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5.000 euro per gli interventi di ripristino delle abitazioni private;
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20.000 euro per l’immediata ripresa delle attività commerciali e produttive.
Nonostante l’attivazione delle procedure, rimane alta l’attenzione sui tempi di erogazione. Il precedente relativo al ciclone “Harry”, caratterizzato da significativi ritardi nei pagamenti, induce gli operatori e i cittadini a una cauta attesa circa l’effettiva velocità di liquidazione dei fondi stanziati.
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