Il tema del precariato storico e il declino demografico della Calabria tornano al centro del dibattito politico dopo le dure dichiarazioni di Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo. L’ex presidente dell’Inps ha puntato il dito contro le recenti manovre della Regione Calabria relative ai Tirocinanti di Inclusione Sociale (Tis), definendole una risposta «miope» e priva di una visione strutturale.
La critica alla stabilizzazione dei Tis
Secondo Tridico, l’attuale percorso di stabilizzazione intrapreso dalla Giunta Occhiuto non garantirebbe un impiego dignitoso, traducendosi di fatto in contratti part-time con retribuzioni medie di circa 600 euro mensili. «È fuorviante parlare di successo – ha affermato l’europarlamentare – quando si mette in campo l’istituzionalizzazione di una nuova fascia di lavoro povero».
L’accusa principale riguarda l’impiego dei fondi Fesr e Poc che, secondo Tridico, verrebbero utilizzati per tamponare l’emergenza precariato anziché finanziare politiche attive di sviluppo. Questo scenario caricherebbe di incertezze i bilanci dei Comuni: senza un intervento strutturale dello Stato, i sindaci rischierebbero il dissesto finanziario o l’aumento della pressione fiscale locale per sostenere le spese del personale.
L’emergenza demografica: i dati del 2025
L’analisi di Tridico si sposta poi sul fronte demografico, citando i dati dell’Osservatorio regionale. Il quadro è allarmante: nel corso del 2025, la Calabria ha registrato una perdita di 7.085 residenti, scendendo sotto la soglia di 1,83 milioni di abitanti.
I dati evidenziano un saldo naturale fortemente negativo:
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Decessi: oltre 20.000
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Nascite: meno di 12.000
La regione si attesta come la quarta peggiore in Italia per calo demografico, un fenomeno alimentato, secondo l’esponente pentastellato, proprio dalla mancanza di prospettive lavorative solide che spinge i giovani all’emigrazione.
Le richieste istituzionali
In conclusione, l’europarlamentare ha sollecitato il Presidente della Regione a riferire in Aula per chiarire quali siano le reali interlocuzioni avviate con il Governo nazionale. L’obiettivo richiesto è l’ottenimento di risorse strutturali che possano garantire un turnover efficace nella pubblica amministrazione calabrese, superando la logica dei sussidi e dei contratti precari che attualmente limiterebbe l’ingresso di nuove figure tecniche necessarie al rilancio degli enti locali.
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