Prosegue senza sosta la mobilitazione dei lavoratori della sanità privata accreditata in Calabria. Nella mattinata di ieri, le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno dato vita a un sit-in nel piazzale della Cittadella regionale, chiedendo un impegno diretto del governatore e commissario alla sanità, Roberto Occhiuto, affinché sostenga la vertenza in sede di Conferenza delle Regioni.
Il nodo del finanziamento e il “ricatto” datoriale
Al centro della protesta vi è il prolungato blocco dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL). Le parti datoriali condizionano infatti la firma dei rinnovi alla garanzia, da parte delle Regioni, della totale copertura finanziaria dei maggiori costi del lavoro. Una posizione definita “inaccettabile” dai sindacati, che intravedono in questo atteggiamento un vero e proprio ricatto sulla pelle dei dipendenti.
Alessandra Baldari, segretaria generale Fp Cgil Calabria, ha evidenziato la centralità del comparto in una regione caratterizzata da un elevato indice di vecchiaia:
«Il bisogno di riabilitazione e Rsa è altissimo e, in Calabria, tali servizi sono gestiti quasi esclusivamente dal privato accreditato. È paradossale che queste strutture, pur avendo beneficiato di ulteriori finanziamenti nell’ultima Legge di Bilancio, rifiutino il confronto. Le istituzioni devono vincolare il mantenimento dell’accreditamento all’adeguamento delle retribuzioni».
Verso lo sciopero nazionale del 17 aprile
La mobilitazione calabrese si inserisce in un quadro di agitazione nazionale. Luciana Giordano, segretaria generale Cisl Fp Calabria, ha confermato la partecipazione alla manifestazione che si terrà a Roma il prossimo 17 aprile.
«Siamo all’ennesima giornata di sciopero per dire basta a una parte datoriale che non intende investire nel rinnovo contrattuale di operatori dediti alla cura di persone fragili, i quali suppliscono a carenze strutturali della sanità pubblica», ha dichiarato Giordano.
Disparità salariali e precarietà
A rimarcare la gravità della situazione è intervenuto anche Walter Bloise, segretario generale Uil Fpl Calabria, che ha posto l’accento sul divario economico tra pubblico e privato:
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Coinvolgimento: Oltre mille dipendenti interessati nella sola regione.
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Stallo contrattuale: Rinnovi attesi da oltre dieci anni.
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Gap economico: Differenze salariali medie che superano i 500 euro mensili rispetto ai colleghi del settore pubblico, a parità di mansioni e responsabilità.
I sindacati chiedono con forza l’attivazione di controlli più rigorosi sulle strutture accreditate e l’allineamento dei trattamenti normativi ed economici per garantire dignità professionale a chi svolge, di fatto, un servizio pubblico essenziale.
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