Sicurezza urbana a Cosenza: nuova aggressione all’Autostazione, è allarme criminalità

Il sindacato Confail Faisa sollecita Prefetto e Sindaco dopo l'ennesimo episodio ai danni di una donna. Richiesto un presidio fisso delle forze dell'ordine h24 nell'area delle autolinee

Resta alta la tensione nel cuore del sistema di trasporto pubblico cosentino. In pieno giorno, una donna è stata vittima di un’aggressione nei pressi dell’Autostazione, un episodio che segue di poche settimane altri eventi simili per i quali le forze dell’ordine avevano già individuato un presunto responsabile. Sebbene la vittima non abbia riportato gravi conseguenze fisiche, l’evento ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in una delle zone più sensibili della città.

La denuncia del sindacato: “Degrado e rischi quotidiani”

La segreteria regionale di Confail Faisa è intervenuta con una nota ufficiale indirizzata al Prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, e al Sindaco, Franz Caruso. L’organizzazione sindacale descrive un quadro di “totale degrado” e microcriminalità che affligge l’area ormai da tempo, esponendo a pericoli costanti residenti, pendolari e personale viaggiante.

Secondo la sigla sindacale, gli sforzi profusi finora non sono più sufficienti a garantire la pubblica incolumità in un settore nevralgico frequentato ogni giorno da migliaia di studenti e lavoratori.

La richiesta: un presidio fisso delle forze dell’ordine

Per contrastare l’escalation di violenza e restituire un senso di sicurezza agli utenti e agli operatori del trasporto, Confail Faisa chiede un cambio di passo nelle strategie di controllo del territorio.

«Gli attuali pattugliamenti non bastano — si legge nella nota — serve un presidio interforze attivo h24. La nostra preoccupazione è che, senza un intervento risolutivo, possano verificarsi episodi ancora più gravi».

L’istituzione di una postazione fissa, operativa sia di giorno che di notte, viene indicata come l’unica soluzione possibile per bonificare l’area delle autolinee e prevenire ulteriori atti di violenza. L’appello alle istituzioni punta a trasformare una zona percepita come “terra di nessuno” in uno spazio presidiato e sicuro per l’intera cittadinanza.

Redazione

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