Vertenza ex LSU-LPU: i lavoratori si riuniscono a Rende. Verso il flash mob in Regione

Il Coordinamento autonomo dipendenti pubblici rivendica contributi previdenziali e full-time. Sostegno trasversale dalla politica, ma la mobilitazione continua

Si è tenuta a Rende l’assemblea dei lavoratori ex LSU-LPU della Calabria, un incontro strategico volto a definire le prossime tappe di una mobilitazione che punta a risolvere criticità croniche legate alla dignità salariale e ai diritti previdenziali di migliaia di dipendenti pubblici.

Le richieste: previdenza e full-time

Il Coordinamento autonomo, guidato dai rappresentanti Cozza, Conforti, Pettinato, Pignataro, Valente, Petrassi e Muto, ha ribadito l’urgenza di intervenire su due pilastri fondamentali:

  1. Copertura previdenziale: Il riconoscimento dei contributi per il lungo periodo di precariato. Senza un intervento normativo, dopo oltre trent’anni di servizio, la prospettiva pensionistica rimarrebbe ferma ai livelli del trattamento sociale.

  2. Incremento orario: Il ripristino dei fondi per il passaggio dal regime part-time a quello full-time. Attualmente, la maggior parte del personale percepisce salari medi di circa 700 euro mensili, una condizione definita dal sindacato come “precarietà economica inaccettabile”.

Il ruolo negli enti locali e il supporto politico

Il Coordinamento sottolinea come questi lavoratori rappresentino ormai circa il 95% della forza lavoro operativa negli enti locali calabresi, ricoprendo mansioni che spaziano dai servizi amministrativi fino a ruoli di responsabilità dirigenziale.

Sul fronte politico, l’assemblea ha registrato aperture significative. È stata espressa soddisfazione per l’interessamento delle opposizioni — citando le iniziative dei consiglieri Scutellà e Bruno — ma anche per la disponibilità al dialogo mostrata da diversi esponenti della maggioranza regionale e nazionale.

Prossime iniziative

Nonostante le interlocuzioni avviate, la tensione rimane alta. I lavoratori denunciano un paradosso normativo definito “lavoro nero legalizzato dallo Stato”, riferendosi all’assenza di versamenti contributivi nel periodo antecedente alle stabilizzazioni. Per mantenere alta l’attenzione sul dossier, l’assemblea ha deliberato l’organizzazione di un nuovo flash mob di protesta davanti alla sede del Consiglio Regionale della Calabria.

Redazione

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