La sicurezza dello scalo ferroviario di Vaglio Lise è tornata al centro del dibattito istituzionale. Il Prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, ha presieduto una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, estesa ai vertici di Polfer, FS Security, Comune e Provincia. Il vertice è stato convocato a seguito di una nota delle sigle sindacali Filt Cgil, Uil Trasporti e Fast Confsal, mobilitate dopo l’aggressione ai danni di un macchinista avvenuta a inizio anno.
Il quadro istituzionale: controlli e videosorveglianza
Secondo quanto emerso dal verbale del Comitato, nel corso del 2025 non si sono registrati reati di particolare gravità. Le autorità hanno evidenziato come la stazione sia presidiata quotidianamente dalla Polfer nella fascia oraria 07:00-19:00 e monitorata da un sistema di 69 telecamere collegate alla sala operativa di FS.
Sul fronte del pattugliamento, i dati riportano 184 interventi effettuati dall’Arma dei Carabinieri nell’ultimo anno, a cui si aggiungerà un incremento della vigilanza da parte della Polizia Provinciale. Il Prefetto ha inoltre auspicato un potenziamento del sistema di videosorveglianza esterno, per il quale l’amministrazione comunale si è impegnata a reperire i finanziamenti necessari.
L’appello dei ferrovieri: «Criticità nelle ore notturne»
Nonostante le rassicurazioni, un gruppo di lavoratori ha indirizzato una lettera-appello al Prefetto, lamentando l’assenza dei rappresentanti diretti del personale al tavolo tecnico. Secondo i ferrovieri, la realtà quotidiana differirebbe sensibilmente da quella rappresentata: le situazioni di maggior rischio si concentrerebbero proprio dopo la fine del turno della Polfer, rendendo lo scalo vulnerabile nelle ore serali e notturne.
«Dopo le ore 20 la stazione si trasforma in una ‘terra di nessuno’», si legge nel documento, che cita come esempio un recente episodio avvenuto lo scorso venerdì sera, quando è stato necessario l’intervento di due pattuglie dei Carabinieri per contenere un soggetto aggressivo.
Le richieste: prevenzione reale e dignità
I lavoratori sottolineano come la sola videosorveglianza non rappresenti un deterrente sufficiente per garantire l’incolumità di personale e utenza. La richiesta alle istituzioni è netta: l’adozione di misure strutturali e presidi fisici che vadano oltre la fascia pomeridiana, al fine di restituire decoro e legalità a uno snodo ferroviario fondamentale per il territorio, garantendo il diritto a operare in condizioni di sicurezza.
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