Polemica a Cosenza, dalla maggioranza replica a Mancini: «Denunce strumentali e incoerenti»

Il capogruppo Ivan Commodaro difende l'operato dell'amministrazione Caruso e contesta il percorso politico dell'esponente dem

Non si è fatta attendere la risposta della maggioranza di Palazzo dei Bruzi alle recenti critiche diffuse via social da Giacomo Mancini. Attraverso una nota ufficiale, Ivan Commodaro, capogruppo della lista “Franz Caruso Sindaco”, ha replicato duramente alle accuse, definendo gli attacchi dell’esponente socialista “strumentali” e finalizzati a una mera strategia elettorale in vista delle prossime amministrative.

Le contestazioni sul passato amministrativo

Il fulcro della replica di Commodaro ruota attorno alla presunta mancanza di credibilità dell’interlocutore, in particolare nel settore delle politiche sociali. Secondo il capogruppo di maggioranza, durante il mandato di assessore regionale al Bilancio, Mancini non avrebbe prodotto misure concrete a sostegno del welfare. «Il sociale non è mai stato una priorità della sua azione amministrativa», si legge nella nota, che descrive l’attuale posizionamento di Mancini come un tentativo di accreditarsi elettoralmente su temi precedentemente trascurati.

L’eredità politica e l’affondo sull’identità ideale

La nota di Commodaro entra nel merito del percorso politico di Mancini, contestando l’uso dell’eredità familiare come strumento di legittimazione. La maggioranza accusa l’ex parlamentare di incoerenza ideale, citando le passate collaborazioni amministrative e richiamando, per contrasto, le distanze ideologiche con le esperienze politiche dei suoi familiari più stretti, come l’adesione del padre alla Lega.

Secondo Commodaro, richiamare i valori del socialismo oggi rappresenterebbe una “scelta opportunistica” che mortificherebbe la memoria storica di chi quegli ideali li ha realmente incarnati con coerenza.

La difesa dell’istituzione

In chiusura, il capogruppo della lista Caruso ha espresso preoccupazione per la qualità del dibattito pubblico, descritto come un passaggio “dal confronto sui contenuti alla sterile polemica personale”. Per la maggioranza, tali dinamiche rischierebbero di svilire il ruolo delle istituzioni e di allontanare ulteriormente i cittadini dalla partecipazione attiva alla vita politica della città.

Redazione

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