In occasione del tradizionale scambio di auguri natalizi, l’Amministrazione comunale di Cosenza ha tracciato un bilancio programmatico focalizzato sul potenziamento della struttura organica e sul risanamento economico dell’Ente. Durante l’incontro con il personale, il sindaco Franz Caruso ha ufficializzato l’ingresso di 219 nuovi assunti, un’operazione definita strategica per superare la paralisi organizzativa ereditata.
Il superamento della crisi organica
Al momento dell’insediamento, la struttura comunale contava meno di 200 dipendenti e una forza di Polizia Municipale ridotta a circa 90 unità, a fronte di un dissesto finanziario di circa 200 milioni di euro. «Investire nelle risorse umane è stata la leva fondamentale per attuare i programmi amministrativi», ha spiegato il primo cittadino, sottolineando come l’obiettivo futuro sia la trasformazione dei contratti part-time in full-time e la stabilizzazione dei lavoratori a scadenza.
La “Rivoluzione Silenziosa” e le opere pubbliche
L’incremento del personale ha permesso una gestione più efficiente dei fondi pubblici. Sotto il claim “Rivoluzione Silenziosa”, l’Amministrazione ha rivendicato il completamento di numerose opere e la regolarità nei pagamenti alle imprese, fattore che ha restituito credibilità istituzionale al Comune. Caruso ha inoltre ricordato l’impegno in sede ANCI per il miglioramento dei trattamenti economici dei dipendenti comunali, le cui istanze sono recentemente approdate in Parlamento.
Sostenibilità finanziaria e trasparenza
All’incontro sono intervenuti anche il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Mazzuca, e l’assessore al Personale, Damiano Covelli. Mazzuca ha confermato il rispetto del Piano di Rientro per il secondo anno consecutivo, evidenziando un bilancio in attivo che ha ricevuto il parere favorevole della Cosfel. Tale solidità ha reso l’Ente nuovamente attrattivo per le imprese private, che tornano a partecipare numerose alle gare d’appalto.
L’assessore Covelli ha infine rimarcato la portata storica delle nuove immissioni, avvenute dopo trent’anni di stasi: «Raddoppiare il numero dei dipendenti in un Comune in dissesto non era scontato; oggi restituiamo affidabilità e una marcia in più alla città».
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