A Rende l’acqua è diventata un bene intermittente, tra rubinetti a secco e disagi quotidiani. La crisi idrica che da mesi interessa la città si è acutizzata con la riapertura dell’Università della Calabria, facendo esplodere un problema strutturale che, secondo le opposizioni, era prevedibile e doveva essere affrontato con pianificazione, non con interventi tardivi.
A sollevare la questione sono Giovanni Bilotti, Adriana Calvelli (GenerAzione) e Fabrizio Totera (Progressisti Democratici), che in una nota congiunta accusano l’amministrazione comunale di inadeguatezza, opacità comunicativa e mancanza di assunzione di responsabilità. Nonostante il forte incremento della popolazione residente temporanea causato dal ritorno degli studenti universitari, nessuna misura strutturale è stata messa in campo per garantire la tenuta del sistema idrico.
“Nessuno è escluso: famiglie, scuole, attività economiche. Una città moderna non può convivere con una crisi idrica cronica”, dichiarano i tre esponenti di minoranza. Il riferimento diretto è alla gestione della rete da parte di Sorical, società che detiene le competenze tecniche, ma anche all’inerzia del Comune, che secondo i firmatari della nota non avrebbe svolto un ruolo attivo nel tutelare i cittadini.
Nessun piano d’emergenza, nessuna comunicazione ufficiale, nessun coinvolgimento delle realtà territoriali, denunciano ancora, segnalando come il silenzio istituzionale stia alimentando l’esasperazione dei cittadini. Le accuse si concentrano anche sull’operato del sindaco Sandro Principe e dell’assessore con delega alle Reti Idriche, Giuseppe Cuzzocrea, la cui assenza nel dibattito pubblico sarebbe, secondo gli esponenti di opposizione, un segnale allarmante.
“Il sindaco parla poco e fa ancora meno, l’assessore è scomparso. Intanto, la città resta senz’acqua”, affermano con tono critico, evidenziando come anche alcune scelte simboliche abbiano aggravato la situazione. È il caso dei locali di Piazza Matteotti, inizialmente destinati a ospitare una biblioteca e la sede della Protezione Civile, ma recentemente concessi a Sorical, una decisione ritenuta inaccettabile.
In assenza di chiarimenti ufficiali, i consiglieri hanno presentato una richiesta formale di accesso agli atti per ottenere documentazione aggiornata sui rapporti tra il Comune e Sorical, incluse le eventuali posizioni debitorie e gli accordi intercorsi. L’intento è rendere pubbliche tutte le informazioni, affinché i cittadini possano finalmente comprendere l’origine e lo stato attuale della crisi.
“Non si può continuare a gestire un’emergenza strutturale con silenzi e scelte unilaterali”, prosegue la nota. L’opposizione chiede un confronto pubblico con Sorical, trasparente e aperto, oltre all’attivazione di un piano d’intervento concreto e verificabile.
Infine, l’appello è rivolto anche agli altri consiglieri comunali: “È necessario che il Consiglio tutto venga messo nelle condizioni di vigilare e intervenire. Serve un cambio di passo radicale: basta improvvisazioni, Rende ha diritto a scelte serie e responsabili”.
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