Blitz della Mobile a Rende: scoperto arsenale nascosto in un magazzino

Armi clandestine e indagini in corso: l’operazione parte da un controllo su un 69enne del posto

Un magazzino situato nel cuore del popoloso quartiere “Villaggio Europa” di Rende si è rivelato essere un vero e proprio deposito illegale di armi. L’unità immobiliare, apparentemente anonima, è stata oggetto di un’operazione mirata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile, che hanno fatto irruzione con un intervento rapido e mirato.

A guidare il blitz è stato il vicequestore Gianni Albano, che con un ristretto gruppo di agenti ha seguito i movimenti di Francesco Costabile, 69 anni, sospettato di avere la disponibilità del locale. L’uomo, inconsapevole di essere sotto osservazione, è stato sorpreso con le chiavi di accesso del magazzino, all’interno del quale erano custodite diverse armi pronte all’uso.

Nel dettaglio, gli agenti hanno sequestrato un fucile a canne mozze, nascosto in una busta di plastica, un fucile calibro 12 “Breda” e due pistole calibro 7,65 e 9×21, tutte con matricole abrase, dettaglio che rende i reperti particolarmente sospetti. Le armi sono state subito affidate ai tecnici balistici della Polizia per effettuare comparazioni utili a stabilire eventuali collegamenti con fatti di sangue o reati avvenuti nella regione.

Un rapporto investigativo dettagliato è stato inoltrato alla procura della Repubblica, sotto la guida del procuratore capo Vincenzo Capomolla, per le valutazioni di competenza. A difendere Costabile sarà l’avvocato Cesare Badolato.

Non si tratta del primo ritrovamento di armi nella zona. In settimane precedenti, sempre a Rende, un altro blitz della Mobile aveva portato al sequestro di un piccolo arsenale in un’area diversa della cittadina. Secondo quanto riferito dagli uomini del questore Giuseppe Cannizzaro, la presenza di strumenti offensivi sul territorio è un segnale che non può essere ignorato.

L’attività investigativa si inserisce in un quadro operativo più ampio: oltre al contrasto agli armamenti illegali, la Mobile è attivamente impegnata nella lotta allo spaccio di droga. Solo negli ultimi giorni, due operazioni mirate hanno consentito di sequestrare ingenti quantitativi di cocaina, destinati al mercato nero locale.

La diffusione della cosiddetta “polvere bianca” – spiegano fonti investigative – rappresenta una delle principali fonti di profitto per le cosche della ‘ndrangheta attive nella valle del Crati. Un fenomeno in crescita che richiede un’azione costante e coordinata da parte delle forze dell’ordine e della magistratura.

Redazione

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