Fumata nera sul contratto decentrato alla casa circondariale “Cosmai”: il Sinappe non firma

Il sindacato giudica insufficienti le tutele e contesta la gestione delle assegnazioni. Al centro della disputa la mancanza di criteri certi sulla rotazione degli incarichi del personale

Si è concluso con un mancato accordo l’incontro convocato per la sottoscrizione dell’intesa decentrata locale presso la Casa circondariale “Sergio Cosmai”. La delegazione del Sinappe (Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria) ha espresso formale dissenso, decidendo di non siglare il documento destinato a regolamentare l’organizzazione del lavoro e la gestione del personale all’interno dell’istituto penitenziario.

Le motivazioni del mancato firmatizzazione sono state illustrate dal vicesegretario regionale della sigla sindacale, Cristina Busà, che ha definito la proposta pattizia carente sotto il profilo delle garanzie e della trasparenza amministrativa. Secondo l’analisi del sindacato, l’impianto del testo non offre adeguate tutele ai diritti dei lavoratori e presenta evidenti criticità nelle procedure di assegnazione ai singoli posti di servizio.

I punti della contestazione: rotazione e criteri di selezione

Il principale nodo del contendere riguarda l’assenza di una programmazione temporale definita per la permanenza del personale nelle diverse postazioni operative.

  • Mancanza di turnazione: Il sindacato evidenzia come la mancata previsione di scadenze certe rischi di congelare i ruoli, inficiando il principio della rotazione degli incarichi e limitando le possibilità di progressione e diversificazione professionale per una fetta del corpo di polizia.

  • Deroga ai principi della P.A.: Nella nota sindacale viene sottolineato che l’occupazione prolungata e continuativa delle medesime mansioni da parte degli stessi operatori si porrebbe in netto contrasto con le linee guida generali sulla trasparenza e l’avvicendamento vigenti nella Pubblica Amministrazione.

A completare il quadro delle riserve avanzate dal Sinappe rimangono, infine, forti perplessità sulla definizione dei criteri per l’attribuzione dei punteggi e sulle modalità selettive individuate dall’accordo, giudicate non idonee a garantire l’equità delle procedure.

Redazione

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