Le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, hanno riacceso i riflettori sul dibattito relativo al fine vita, suscitando reazioni immediate nel panorama politico locale. Sul tema è intervenuto Mimmo Bevacqua, già capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, il quale ha definito la materia come un nodo cruciale che tocca direttamente la dignità individuale, la libertà di scelta e il rispetto del dolore umano.
Il precedente legislativo alla Pisana
Nel commentare l’apertura del governatore, Bevacqua ha ricordato l’esistenza di un preciso precedente normativo all’interno dell’Assemblea calabrese. Si tratta della proposta di legge n. 77 della passata legislatura, depositata dallo stesso esponente dem in veste di primo firmatario. Il testo mirava a regolamentare le procedure per il fine vita a livello locale, recependo gli orientamenti della Corte Costituzionale e l’attuale quadro giuridico nazionale.
Secondo quanto denunciato dall’esponente del Partito Democratico, l’iter di quel progetto di legge si interruppe prima dell’approdo in Aula a causa del mancato consenso da parte della maggioranza di centrodestra.
L’appello per una svolta istituzionale
Alla luce del nuovo scenario, l’opposizione auspica il superamento dei passati veti politici per giungere a una discussione matura e responsabile. L’obiettivo auspicato è l’adozione di un provvedimento regionale che possa garantire un diritto fondamentale ai cittadini calabresi, anticipando i tempi di una riforma nazionale ancora ferma nelle aule del Parlamento.
La sollecitazione finale è indirizzata direttamente al presidente Occhiuto, affinché traduca le proprie posizioni pubbliche in atti concreti, confermando nei fatti l’attitudine modernizzatrice e autonoma rivendicata a livello politico.
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