Quella che doveva essere una giornata di sport, solidarietà e aggregazione si è trasformata in un caso di cronaca e in un duro scontro istituzionale. Al centro della polemica c’è la “Partita del Cuore” svoltasi lunedì 18 maggio 2026 allo Stadio San Vito-Gigi Marulla, un evento nato con scopi benefici e per unire le scuole del territorio, ma parzialmente oscurato da momenti di forte tensione durante il secondo tempo.
In seguito agli eventi, le rappresentanze studentesche del Liceo “Valentini-Majorana” di Castrolibero e del Liseo “Fermi-Polo Brutium” di Cosenza hanno affidato a un comunicato congiunto la propria ricostruzione dei fatti, respingendo con fermezza ogni accusa e prendendo le distanze dalle posizioni del Cosenza Calcio.
La dinamica dei fatti: lo striscione e il ferimento di un minore
Secondo quanto denunciato dagli studenti, la miccia è scattata all’inizio della ripresa, quando un gruppo di ragazzi ha esposto uno striscione con la scritta “Guarascio Vattene”, esprimendo in modo pacifico il proprio dissenso nei confronti della presidenza della società calcistica locale.
La situazione è degenerata quando alcuni steward sono intervenuti nel tentativo di sequestrare lo striscione. Da qui è nata una colluttazione durante la quale uno studente minorenne è stato travolto ed è caduto a terra, riportando alcune lesioni.
“Riteniamo assolutamente inaccettabile che un ragazzo minorenne, solo per aver espresso un pensiero in modo pacifico, sia stato coinvolto in un episodio di tale gravità”, si legge nella nota firmata dai rappresentanti.
Il nodo della sicurezza e le responsabilità
Il fulcro della contestazione studentesca riguarda la gestione della sicurezza e il tentativo di attribuire la colpa dei disordini e del mancato controllo alle scuole. Gli studenti hanno chiarito che:
• La gestione degli steward non dipendeva in alcun modo dai ragazzi o dagli istituti, ma operava sotto le direttive del coordinamento del responsabile della sicurezza del Cosenza Calcio, come concordato nelle riunioni organizzative.
• Il piano di sicurezza era stato regolarmente depositato e autorizzato, con la presenza fissa allo stadio di Polizia di Stato, DIGOS, Carabinieri e Guardia di Finanza.
• I controlli agli ingressi sugli striscioni e sul materiale introdotto, per accordi presi in sede organizzativa, dovevano essere effettuati regolarmente dalla stessa società del Cosenza Calcio ai tornelli.
Rottura con il Cosenza Calcio: “Inconcepibile il loro dietrofront”
La nota degli studenti si chiude con un duro attacco alla governance del Cosenza Calcio, accusata di aver fatto un repentino dietrofront politico e comunicativo subito dopo l’incidente.
Le rappresentanze studentesche definiscono “scorretto e inaccettabile” il tentativo di scaricare le colpe sugli istituti e si dicono sbigottite dal fatto che la società abbia preso ufficialmente le distanze dall’organizzazione dell’evento, nonostante lo avesse promosso e sponsorizzato con foto, video e interviste sui propri canali ufficiali fino a pochi minuti prima del calcio d’inizio.
“Le rappresentanze studentesche ritengono inconcepibile la posizione espressa dal Cosenza Calcio e prendono fermamente le distanze da ogni responsabilità legata all’accaduto”, conclude il comunicato, lasciando aperta una ferita profonda tra la tifoseria giovanile, le istituzioni scolastiche e i vertici della società sportiva bruzia.

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