Durante il Vertice della Comunità Politica Europea (4-5 Maggio 2026), attualmente in corso fino domani in Armenia, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato il delicato tema della “policrisi”, un concetto che descrive l’interconnessione tra le numerose crisi globali e locali che stanno colpendo l’Europa. La sua riflessione si è concentrata su come queste crisi non solo coesistono, ma si alimentino a vicenda, creando un contesto complesso che richiede un’azione coordinata e a lungo termine.
Nel suo intervento durante il panel di discussione “Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis”, la Premier Meloni ha precisato che una “policrisi” non è semplicemente una serie di crisi che accadono simultaneamente. Il vero problema, ha sottolineato, è che le diverse crisi sono intimamente legate tra loro e si rafforzano reciprocamente. Il Presidente ha portato l’esempio della migrazione come elemento centrale di questa dinamica, spiegando che i flussi migratori incontrollati non solo minano la sicurezza degli Stati membri, ma influiscono anche sull’economia, creando tensioni sociali e aumentando la pressione sulle risorse pubbliche. Inoltre, i migranti spesso provengono da regioni instabili, il che aggrava ulteriormente le difficoltà nell’assicurare l’approvvigionamento energetico.
Il problema, secondo la Premier Meloni, non riguarda solo la gestione dei flussi migratori, ma anche come questi flussi si intrecciano con altre sfide. La competitività economica, la qualità delle democrazie e la fiducia nelle istituzioni sono tutte aspetti che si riflettono nel contesto della “policrisi”. Quando i cittadini percepiscono che le istituzioni non sono in grado di affrontare efficacemente le crisi, la fiducia diminuisce, aumentando la vulnerabilità alla manipolazione e, come evidenziato dalla Premier, anche all’abuso delle tecnologie avanzate, come l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale.
Meloni ha poi evidenziato i progressi fatti a livello europeo. Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha adottato il Patto sull’asilo e introdotto nuove normative sui rimpatri, insieme a un ammodernamento delle convenzioni europee in ambito di migrazione. Nonostante questi passi avanti, ha affermato che la risposta dell’UE deve evolversi: da una capacità di reazione alle emergenze a una strategia di anticipazione a lungo termine.
Il Presidente ha concluso il suo intervento ponendo l’accento sulla necessità di ampliare la cooperazione, specialmente con i Paesi vicini geograficamente all’Europa, in particolare quelli situati nell’area del Mediterraneo allargato. In un contesto di crescente incertezza e vulnerabilità, la cooperazione tra Stati membri, ma anche con i Paesi di origine e di transito della migrazione, è considerata cruciale per evitare la ripetizione di crisi come quella del 2015. Meloni ha dichiarato che l’Europa deve concentrarsi non solo su chi condivide visioni simili, ma anche su chi rappresenta una zona di grande importanza strategica per la stabilità regionale e la sicurezza energetica.
“La mia opinione è che, a livello dell’Unione Europea, ad esempio, negli ultimi anni abbiamo dimostrato la nostra capacità di reagire alle emergenze. Lo abbiamo fatto con la crisi pandemica. L’abbiamo fatto con l’Ucraina. Ma penso anche che ora dobbiamo fare un salto di qualità. Ciò significa passare dalla nostra capacità di reagire alla nostra capacità di anticipare. Ciò significa che dobbiamo concentrarci molto di più sulla nostra strategia a lungo termine. E questo tipo di discussioni sono molto utili a tal fine.”
La Presidente Meloni ha tracciato un quadro che va oltre la semplice gestione delle crisi, intese singolarmente, e si focalizza sulla costruzione di una strategia a lungo termine per affrontare le molteplici sfide interconnesse, con una forte enfasi sulla cooperazione internazionale, sul rafforzamento delle istituzioni democratiche e sulla stabilità del Mediterraneo.
Foto e video: Presidenza del Consiglio – Governo Italiano
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