Sanità calabrese, allarme Pnrr: solo il 3% delle Case di Comunità è operativo

La consigliera Filomena Greco (Italia Viva) richiede un'audizione urgente in Commissione Sanità. Sotto i riflettori il ritardo sui target europei e il destino dei fondi per le Case della Salute

Filomena Greco

Il sistema della medicina territoriale in Calabria finisce al centro di un acceso confronto istituzionale. Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista-Italia Viva, ha depositato una richiesta ufficiale al presidente della Terza Commissione per un’audizione dedicata allo stato di avanzamento delle strutture previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). La richiesta mira a fare chiarezza sulla discrepanza tra gli obiettivi prefissati e le realizzazioni effettive a poco più di un anno dalla scadenza finale.

I numeri del ritardo: il confronto con la media nazionale

L’analisi presentata dalla consigliera Greco evidenzia una situazione di forte criticità per la sanità calabrese rispetto al resto del Paese. Al 31 dicembre 2025, i dati mostrano un quadro di stallo:

  • Case di Comunità: Su 63 strutture programmate, solo 2 (il 3,2%) risultano offrire almeno un servizio attivo, a fronte di una media nazionale che si attesta al 45,5%.

  • Ospedali di Comunità: Su 20 interventi previsti, risulta operativa un’unica struttura (5%), contro una media italiana del 27%.

«Con la scadenza Pnrr fissata al 30 giugno 2026, il tempo a disposizione è estremamente limitato», ha sottolineato Greco, denunciando inoltre il mancato aggiornamento del portale regionale dedicato al Pnrr, fermo dal luglio 2025.

Il nodo dei fondi e la gestione politica

Oltre ai ritardi strutturali, la consigliera pone l’accento sulla gestione finanziaria, con particolare riferimento ai 37 milioni di euro disimpegnati nel 2023 che erano destinati alle Case della Salute di Cariati e San Marco Argentano. Nonostante le rassicurazioni della Giunta sulla disponibilità delle risorse, Greco contesta la mancanza di atti amministrativi trasparenti che indichino le fonti di finanziamento alternative.

L’istanza di audizione punta a coinvolgere direttamente il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, l’assessore Minenna e i direttori generali delle cinque Asp provinciali.

«A seguito della revoca del commissariamento della sanità, la responsabilità politica e amministrativa ricade interamente sulla guida della Regione», ha ribadito la consigliera. L’obiettivo dell’audizione è comprendere le ragioni del blocco dei cantieri e garantire il diritto dei cittadini calabresi a una sanità territoriale funzionante, superando la stagione degli alibi burocratici.

Redazione

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