Si avvia verso la fase operativa il percorso di stabilizzazione per circa 3.000 Tirocinanti di Inclusione Sociale (Tis) in Calabria. Dopo la pubblicazione delle graduatorie definitive curate dai Centri per l’impiego, è iniziata la fase di sottoscrizione dei contratti che trasformerà migliaia di precari in operatori contrattualizzati presso Comuni ed enti locali.
L’accordo prevede una copertura finanziaria regionale della durata di tre anni, un arco temporale concesso alle amministrazioni locali per riorganizzare le proprie piante organiche e individuare le risorse necessarie a garantire la sostenibilità futura dei salari. Il bacino dei Tis, fondamentale per il funzionamento di molti enti calabresi sotto organico, ha visto negli anni una contrazione numerica, passando dagli iniziali 4.500 beneficiari agli attuali aventi diritto.
Il plauso della Regione e le posizioni istituzionali
Dalla Cittadella regionale trapela soddisfazione per il raggiungimento di quello che viene definito un obiettivo storico. Secondo le stime degli uffici, circa il 95% dei lavoratori in possesso dei requisiti è già in fase di contrattualizzazione. L’assessore al Lavoro, Giovanni Calabrese, ha definito la misura come “un atto di giustizia sociale e un investimento strategico nella capacità amministrativa dei Comuni”.
Le criticità: il nodo degli esclusi
Nonostante l’avanzamento delle procedure, il quadro generale presenta zone d’ombra. Le voci critiche segnalano come circa 900-1000 lavoratori rischino di rimanere confinati in un limbo occupazionale. Il consigliere regionale Francesco De Cicco ha acceso i riflettori su quasi 400 profili usciti dai tirocini a luglio 2025 e presi in carico per soli percorsi formativi, oltre a decine di lavoratori che, da novembre 2025, risulterebbero privi di indennità.
A destare preoccupazione è anche la posizione dei tirocinanti impiegati in Comuni in stato di dissesto finanziario o di coloro che sono rimasti esclusi dalle graduatorie per ragioni tecniche. Sulla questione è intervenuto anche Pasquale Tridico, parlando di una gestione che rischierebbe di non garantire uniformità di diritti, lasciando scoperte fasce di lavoratori che hanno prestato servizio per anni.
Le richieste dei sindacati
Le organizzazioni sindacali confederali hanno sollecitato un nuovo confronto con il governatore Roberto Occhiuto per fare chiarezza sulle disparità di esito tra i vari enti e per individuare soluzioni concrete per chi è rimasto fuori dal processo di stabilizzazione. Se per migliaia di famiglie la firma del contratto rappresenta la fine di un lungo precariato, per un’ampia minoranza la vertenza resta ancora aperta e priva di risposte certe.
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