Caso Ente Fiere Cosenza: il Consiglio di Stato condanna la Regione Calabria

Sentenza definitiva dopo undici anni di contenzioso: l'amministrazione regionale dovrà versare 1,5 milioni di euro alla Curatela fallimentare

Con la pubblicazione della sentenza numero 1561, il Consiglio di Stato ha posto fine a una disputa legale durata oltre un decennio tra la Regione Calabria e la Curatela fallimentare dell’Ente Fiere di Cosenza. La decisione dei giudici amministrativi stabilisce un punto di svolta per una vicenda segnata dal dissesto finanziario, dalla perdita della personalità giuridica dell’ente e dal licenziamento di quattordici dipendenti.

Il nodo del contributo regionale

Al centro della controversia vi è l’applicazione della Legge Regionale n. 9 dell’11 maggio 2007. L’articolo 28 della norma prevedeva l’erogazione di un finanziamento ordinario annuo per le spese di funzionamento pari a circa 155.000 euro. Tuttavia, secondo quanto accertato nel corso dei gradi di giudizio, tale obbligo contributivo è stato disatteso dall’amministrazione regionale per quasi un decennio, fatta eccezione per un versamento iniziale di 300.000 euro.

L’omissione ha generato un ammanco strutturale che la Curatela fallimentare, assistita dall’avvocato Giovanni Spataro, ha indicato come la causa primaria del collasso economico dell’Ente, avvenuto ufficialmente nel 2015.

La decisione e le prospettive risarcitorie

Il Supremo Consesso Amministrativo ha riconosciuto la fondatezza delle pretese della Curatela, condannando la Regione al pagamento di circa 1,5 milioni di euro, somma corrispondente alle annualità mai corrisposte.

La sentenza non si limita a un computo economico, ma ricostruisce il nesso causale tra l’inadempienza istituzionale e la crisi dell’ente cosentino. Sulla base di questo pronunciamento, il legale della Curatela ha già annunciato l’intenzione di avviare ulteriori azioni legali per il risarcimento del danno, a tutela della procedura fallimentare e dei lavoratori rimasti senza impiego a seguito della chiusura della struttura.

Un epilogo con interrogativi

Resta agli atti la constatazione che il mancato allineamento dei contributi rispetto ad altre realtà fieristiche regionali abbia compromesso in modo irreversibile la sopravvivenza dell’istituzione bruzia. La pronuncia del Consiglio di Stato restituisce oggi le somme dovute per legge, sollevando però il dubbio se un tempestivo adempimento avrebbe potuto evitare il fallimento e salvaguardare i livelli occupazionali.

Redazione

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