Cosenza, Pina Incarnato rompe il silenzio. “La mia rimozione? Una ritorsione senza motivi”

L'ex assessore rompe il silenzio dopo la revoca: "Decisione immotivata che danneggia la città". Il Partito Socialista si schiera contro la linea di Palazzo dei Bruzi

Non è un addio silenzioso quello di Pina Incarnato. L’ormai ex assessora all’Urbanistica e al Digitale ha scelto di rispondere colpo su colpo alla decisione del sindaco Franz Caruso di estrometterla dalla giunta. In una conferenza stampa fiume, convocata subito dopo il videomessaggio social in cui rivendicava i risultati di quattro anni di mandato, la Incarnato ha scosso le fondamenta della maggioranza, definendo il provvedimento una vera e propria “ritorsione politica”.

Secondo la ex delegata, la scelta del sindaco non poggerebbe su basi amministrative ma su logiche punitive. Incarnato ha rivendicato con orgoglio di aver tenuto l’Urbanistica al riparo da “ingerenze esterne”, temendo ora che lo smantellamento del suo ufficio possa compromettere il lavoro svolto sul centro storico e sull’innovazione digitale. Critiche durissime sono state rivolte anche alla gestione complessiva della giunta: “Mancano ancora assessori a Cultura e Scuola, settori vitali lasciati al palo”, ha incalzato.

Il fronte più caldo resta quello politico. La sostituzione della Incarnato con Raffaele Fuorivia ha aperto una ferita profonda con il Partito Socialista.

Il sindaco Caruso ha indicato nel 19 dicembre 2025 la data dello strappo definitivo, riferendosi alla seduta consiliare sul bilancio finita in “farsa”. Per la Incarnato, però, quella è stata solo la scusa per liberarsi di voci critiche.

Tuttavia, la carriera politica dell’ex assessora non si ferma tra le mura di Palazzo dei Bruzi. Nel corso dell’incontro, ha ufficializzato la sua prossima sfida: la candidatura al Consiglio Regionale della Calabria sotto la bandiera del PSI. Smentite, invece, le voci su una sua possibile corsa a sindaco di Cosenza, anche se il giudizio sulla ricandidatura di Caruso resta gelido: «Serve un leader capace di unire, non di dividere».

La vicenda Incarnato non è solo un rimpasto di giunta, ma il segnale di una crisi profonda nel centrosinistra bruzio. Mentre Caruso tenta di blindare la sua leadership in vista delle provinciali e della riconferma, il “caso Urbanistica” rischia di diventare il suo tallone d’Achille. La sfida tra la conservazione del potere e la spinta al rinnovamento è appena iniziata.

Redazione

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