Sant’Anna Hospital: la politica sollecita la Regione dopo le manifestazioni d’interesse

Pd, Psi e gruppi consiliari chiedono tempi certi a Occhiuto per il rilancio della clinica catanzarese e la salvaguardia dei livelli occupazionali

Alfredo Citrigno

Si riaccende il dibattito sul futuro del Sant’Anna Hospital. Dopo l’ufficializzazione dell’interesse manifestato dai gruppi imprenditoriali Citrigno e Noto, la politica locale e regionale incalza il commissario ad acta per la Sanità, Roberto Occhiuto, affinché si accelerino le procedure per il ripristino della piena operatività della clinica.

L’appello delle forze politiche

L’incontro promosso dal sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha dato il via a una serie di interventi volti a sollecitare risposte concrete. Secondo il segretario provinciale del Partito Democratico, Gregorio Gallello, l’ipotesi di rilancio rappresenta una svolta necessaria per la tutela dei dipendenti. Gallello ha tuttavia puntato il dito contro i ritardi accumulati negli ultimi anni, attribuendoli alla gestione commissariale e chiedendo ora «trasparenza e rapidità nel rilascio delle autorizzazioni».

Sulla stessa linea Masino Paonessa, segretario del Psi, il quale ha ribadito che la questione dell’accreditamento non può essere rallentata da «logiche burocratiche». Per i socialisti, l’interruzione della continuità assistenziale in una regione già fragile come la Calabria rappresenta un costo inaccettabile per pazienti e lavoratori.

Contrasto all’emigrazione sanitaria

Oltre alla tenuta occupazionale, il focus si sposta sulla qualità dell’offerta sanitaria regionale. Il consigliere regionale Enzo Bruno (Tridico presidente) ha sottolineato come il recupero del Sant’Anna Hospital sia fondamentale per limitare l’emigrazione sanitaria. «Ogni presidio recuperato — ha dichiarato Bruno — è uno strumento per ridurre i viaggi della speranza e garantire il diritto alla cura nel nostro territorio».

La palla passa ora alla Regione Calabria, chiamata a valutare la fattibilità dei progetti presentati dai gruppi privati per garantire un futuro stabile a quella che è stata, per anni, un’eccellenza della cardiochirurgia meridionale.

Redazione

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