Credito al consumo: il Mezzogiorno si indebita per sostenere i redditi bassi

L'analisi della Fondazione Fiba di First Cisl evidenzia un divario netto tra Nord e Sud: in Calabria e Sicilia il rapporto debito-reddito sfiora il 10%

Il ricorso al credito al consumo in Italia ricalca fedelmente la mappa delle disuguaglianze economiche del Paese. Secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Fiba di First Cisl, sono proprio le regioni con i redditi medi più contenuti a fare maggiore affidamento ai finanziamenti per sostenere i consumi familiari, delineando un quadro di fragilità finanziaria concentrato nel Mezzogiorno.

Il divario territoriale: Calabria e Sicilia in testa

L’incrocio tra i dati sui redditi annuali e gli importi erogati pro capite rivela una polarizzazione evidente. Mentre il dato nazionale del rapporto tra indebitamento e reddito si attesta al 6,9%, i valori schizzano nelle isole e nel profondo Sud. La Calabria guida questa classifica con un’incidenza del 9,7%, seguita da Sicilia (9,4%) e Sardegna (8,5%). In queste aree, il credito sembra agire come un ammortizzatore sociale improprio, necessario a colmare il divario di una capacità di spesa limitata da redditi medi compresi tra i 32.000 e i 35.000 euro annui.

Il Nord e le province autonome

Al polo opposto si collocano le regioni settentrionali e le realtà d’eccellenza. Le province autonome di Trento e Bolzano registrano i valori più bassi d’Italia. Nonostante regioni come Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto presentino importi di credito erogati mediamente alti in termini assoluti, l’elevata solidità dei redditi locali mantiene il rapporto debito-reddito al di sotto del 6%, sensibilmente inferiore alla media nazionale.

Prospettive per il 2025: costi elevati e indebitamento pro capite

Lo scenario per l’anno in corso non accenna a flettersi. Le proiezioni per il 2025 indicano che l’indebitamento medio pro capite si avvicinerà alla soglia dei 3.000 euro. A preoccupare è anche il costo del denaro: il Taeg (Tasso Annuo Effettivo Globale) sulle nuove operazioni di credito al consumo rimane stabilmente sopra la soglia del 10%, un onere finanziario che grava pesantemente sulle famiglie con minore disponibilità liquida.

In sintesi, l’analisi di First Cisl conferma che il credito al consumo non è solo uno strumento di acquisto, ma un indicatore di sofferenza economica: dove il reddito scarseggia, il debito diventa una scelta obbligata.

Redazione

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