A Napoli, in un’Italia che osserva con attenzione lo sviluppo delle grandi opere, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha ribadito con forza il proprio impegno sul Ponte sullo Stretto di Messina, definendolo una scommessa strategica per il futuro del Paese. Durante una visita in Campania, il leader della Lega ha dichiarato di essere al lavoro costante, in stretto contatto con i tecnici del ministero, per fornire entro martedì tutte le integrazioni richieste dalla Corte dei Conti, con l’obiettivo di ottenere il via libera definitivo già mercoledì.
La richiesta di chiarimenti da parte dei magistrati contabili ha rappresentato un imprevisto nel cronoprogramma dell’opera, ma Salvini ha voluto ridimensionarne il peso, sottolineando che si tratta di un passaggio tecnico e non politico. L’attenzione del ministero, ha spiegato, è rivolta a rispettare le tempistiche e i requisiti richiesti, affinché il progetto possa proseguire senza ulteriori ritardi.
Il Ponte, secondo Salvini, non è soltanto un’infrastruttura, ma un simbolo di integrazione tra Nord e Sud, nonché una leva di sviluppo occupazionale. Il ministro ha evidenziato come, nelle prime 24 ore dall’apertura delle candidature, siano arrivate oltre 4.000 richieste di lavoro da parte di tecnici, ingegneri, operai e altri professionisti del settore. Dati che, secondo il ministro, testimoniano la forte aspettativa che ruota intorno al progetto.
«Il Ponte sullo Stretto sarà il più grande cantiere pubblico attivo in Occidente», ha detto Salvini, lanciando un monito contro eventuali ostacoli burocratici che potrebbero rallentare o compromettere l’opera. «Non voglio neanche pensare che qualcuno fermi tutto per motivi di cavilli o burocrazia», ha aggiunto, evidenziando come la realizzazione dell’infrastruttura rappresenti un’opportunità strategica per il rilancio dell’economia nazionale.
Il Ponte, da sempre oggetto di dibattito politico e tecnico, torna così al centro della scena, tra le ambizioni del governo e le richieste di trasparenza e legalità degli organi di controllo. La partita si gioca ora sul tavolo delle risposte tecniche, ma anche su quello del consenso politico e dell’opinione pubblica.
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