Precari storici Unical: appello al rettore Greco per soluzioni strutturali

Il Comitato dei precari dell’Università della Calabria scrive al neoeletto rettore: «Riconosca il nostro ruolo e avvii un cambiamento reale»

Un appello carico di speranza e fiducia è stato rivolto al nuovo rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, dal Comitato dei precari storici dell’Ateneo. In una lettera aperta, i lavoratori precari hanno espresso la propria soddisfazione per la nomina del professore, sottolineando l’importanza della sua attenzione verso le dinamiche meno visibili del mondo universitario.

«Accogliamo con entusiasmo la Sua elezione – scrivono i precari – certi che la Sua preparazione e sensibilità rappresentino un’opportunità concreta per affrontare le criticità che viviamo da anni». La lettera rimarca la lunga condizione di instabilità lavorativa di molti operatori dell’università, professionisti che, pur in assenza di contratti stabili, continuano a offrire un contributo costante alla vita accademica.

Secondo quanto riportato nella missiva, il gruppo ha già avuto occasione di incontrare Gianluigi Greco in diverse circostanze precedenti alla sua nomina. In quei momenti – ricordano – è emersa una reale volontà di ascolto e un’apertura concreta al confronto, elementi che ora i precari sperano possano tradursi in azioni istituzionali capaci di dare forma a soluzioni strutturali e durature.

I firmatari dell’appello ribadiscono il valore del loro impegno all’interno dell’università, parlando di “dedizione” e “professionalità” come tratti distintivi di una categoria che spesso opera nell’ombra, senza riconoscimenti ufficiali. Il messaggio rivolto al rettore è chiaro: non più misure tampone, ma un vero percorso di stabilizzazione.

Nella parte finale della lettera, il Comitato evidenzia anche la consapevolezza delle difficoltà legate alla gestione dell’ateneo, ma ribadisce la propria disponibilità a collaborare attivamente con la nuova governance, nella speranza che l’attenzione mostrata in passato possa diventare ora prassi amministrativa.

«Rinnoviamo il nostro augurio di buon lavoro – conclude la lettera – e restiamo aperti al confronto, auspicando un riconoscimento stabile e dignitoso del nostro ruolo». Una richiesta, dunque, che si inserisce nel quadro più ampio delle istanze di riforma del sistema universitario italiano, dove la figura del precario storico continua a essere centrale, ma spesso invisibile.

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