La campagna elettorale in Calabria si infiamma, con toni sempre più accesi e accuse incrociate che coinvolgono i principali partiti. Al centro dello scontro, un maxi-appalto da 47 milioni di euro destinato alla promozione turistica regionale, aggiudicato – in gran parte – alla compagnia aerea Ryanair, diventata oggetto di contesa politica.
Il Partito Democratico calabrese ha lanciato pesanti critiche al presidente uscente Roberto Occhiuto, accusandolo di utilizzare fondi pubblici come strumento di propaganda personale, facendo riferimento al supporto pubblico espresso dal Ceo di Ryanair, considerato un endorsement elettorale camuffato. La vicenda ha suscitato reazioni anche a livello nazionale, con il parlamentare del Movimento 5 Stelle, Riccardo Tucci, che ha denunciato: «I calabresi pagheranno 20 milioni di euro in tasse mancate a Ryanair, a causa del taglio dell’addizionale regionale». Secondo Tucci, si tratterebbe di un vantaggio concesso alla compagnia a scapito dei contribuenti.
In risposta, Michele Comito di Forza Italia ha difeso l’operato del presidente: «È imbarazzante questa polemica sterile. L’amministratore delegato di Ryanair ha appena annunciato da Crotone otto nuove rotte per l’inverno, il più grande operativo mai registrato in Calabria. Non si tratta di propaganda, ma di opportunità concrete per il territorio».
Anche Pasqualina Straface è intervenuta duramente contro il Pd, sottolineando come, per la prima volta, la Calabria riceva attenzione positiva sui media nazionali ed europei, grazie a una strategia che punta a rilanciare il turismo e attrarre investimenti.
Il Partito Democratico, tuttavia, non arretra. In un nuovo comunicato, ha ribadito che le risorse pubbliche devono essere impiegate per il benessere collettivo, non per sostenere campagne di comunicazione della maggioranza politica. Il timore, secondo il centrosinistra, è che la promozione del territorio si trasformi in una vetrina personale, sacrificando la trasparenza e l’equità nell’uso dei fondi regionali.
Lo scontro si inserisce in una campagna elettorale dai toni aspri, dove lo scontro diretto sembra prevalere su un confronto sui programmi. Ogni scelta amministrativa viene riletta in chiave elettorale, mentre i cittadini assistono a un botta e risposta politico che rischia di oscurare i contenuti concreti.
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