Una nuova tegola si abbatte sull’Amaco di Cosenza, l’azienda municipalizzata dei trasporti già da tempo in stato di crisi. Il curatore fallimentare Fernando Caldiero ha comunicato ufficialmente la dismissione definitiva del parcheggio di via Aldo Moro, una delle strutture gestite dalla società. L’impianto sarà restituito al Comune entro la fine del mese.
Il provvedimento arriva insieme alla scadenza dell’attuale proroga dell’esercizio provvisorio dell’azienda, fissata al 30 settembre. Caldiero ha comunque avanzato al giudice fallimentare una richiesta di estensione dell’autorizzazione fino al 31 gennaio 2026, ma limitatamente a due Business Unit: il Trasporto pubblico locale (Tpl) e la gestione delle strisce blu. Per quanto riguarda il parcheggio, invece, non sussistono le condizioni per la prosecuzione dell’attività, così come già avvenuto in passato per il servizio di carro attrezzi.
Nel frattempo, cresce il malcontento tra i dipendenti, che si dicono abbandonati da istituzioni e politica, in una fase delicatissima che coincide con l’avvio della campagna elettorale per le regionali. In una nota firmata da alcuni lavoratori, si legge che l’Amaco “lentamente si spegne”, tra incertezza, mancanza di investimenti e assenza di risposte da parte di Comune e Regione. «Non sappiamo più a che Santo votarci, restando aggrappati alle proroghe come unico ossigeno», scrivono.
I lavoratori denunciano condizioni operative sempre più difficili, con mezzi vetusti e servizi ridotti all’osso. Nella nota si fa riferimento all’ultima riunione avvenuta a maggio alla Cittadella regionale, durante la quale l’assessore Gallo si era detto disponibile a trasferire l’affidamento del servizio a Cometra nel caso in cui il bando pubblico fosse andato deserto. Ma da allora, si legge ancora, non è seguito alcun atto concreto, solo un “silenzio assordante”.
L’accusa è rivolta direttamente al mondo politico, in particolare ai candidati impegnati nella campagna per le elezioni regionali. Nessuno, lamentano i dipendenti, avrebbe inserito nei propri programmi un cenno alla crisi del Tpl nella città di Cosenza, né espresso alcun interesse per il destino dell’Amaco. «Da tre anni attendiamo che qualcuno si faccia carico della situazione, ponendo fine a un vero e proprio supplizio per noi e le nostre famiglie», conclude la nota.
L’assenza di risposte concrete e la totale marginalizzazione del tema trasporti pubblici locali dai dibattiti elettorali solleva interrogativi pesanti. Chi ha interesse a mantenere questo stallo? E soprattutto, quanto potrà ancora reggere l’Amaco in queste condizioni, senza una chiara strategia di rilancio o un piano di subentro?
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