Europa Verde torna a puntare il dito contro l’amministrazione provinciale di Cosenza, guidata da Rosaria Succurro, denunciando quella che definisce una gestione “inutile e dannosa” dell’ente intermedio. È Elisa Romano, dirigente nazionale del partito, a esprimere forti perplessità sulle recenti attività istituzionali della presidente, accusata di “viaggiare per il mondo” trascurando le reali competenze provinciali.
Le critiche si concentrano sui viaggi all’estero effettuati da Succurro, citando come mete Albania, Kosovo, Cina e Senegal. Secondo Romano, queste iniziative sarebbero fuori dalle attribuzioni della Provincia, soprattutto in un contesto finanziario già gravemente compromesso. Il debito dell’ente, ammonterebbe, secondo quanto riferito, a circa 90 milioni di euro, di cui 53 milioni accumulati solo negli ultimi tre anni.
Romano ironizza sul ruolo della presidente, paragonandolo a quello di un ministero degli Esteri “non richiesto” in Calabria: «Apprendiamo con stupore che la Provincia sembra aver assunto una funzione diplomatica, promuovendo la Sila a livello internazionale, quando invece mancano interventi fondamentali sul territorio».
Nessuno degli ambiti di competenza delle Province italiane – sostiene Europa Verde – sarebbe stato adeguatamente curato dall’amministrazione in carica. Si fa riferimento, ad esempio, alla mancanza di interventi ambientali, all’assenza di manutenzione sulle strade provinciali, alla rete scolastica in abbandono, fino alla totale inoperosità su pari opportunità e lotta alla discriminazione sul lavoro.
Romano aggiunge che la situazione della Sila, promossa in ambito turistico durante i viaggi all’estero, contrasta con lo stato reale delle infrastrutture locali, dove arterie stradali dissestate continuano a rappresentare un pericolo. Viene inoltre sottolineato come il supporto tecnico-amministrativo agli enti locali sia inesistente, aggravando ulteriormente l’isolamento delle comunità del territorio.
La dirigente conclude il suo intervento con una critica generale alla linea politica del centrodestra, accusandolo di gestire la cosa pubblica senza visione e programmazione. «Tra inchieste, propaganda e amministrazione allegra – afferma – i cittadini si sono ormai abituati alla mediocrità».
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