Il Consiglio regionale della Calabria si riunisce oggi a Palazzo Campanella in un clima carico di tensione politica e istituzionale, con l’attenzione concentrata sull’inchiesta per corruzione che vede coinvolto il presidente della Giunta, Roberto Occhiuto. Le opposizioni chiedono con forza che il governatore riferisca in aula sui fatti emersi, avanzando una richiesta formale per inserire un’informativa specifica all’ordine del giorno della seduta odierna.
La vicenda ha acceso il dibattito pubblico e istituzionale, tanto da spingere otto consiglieri regionali – sei del Partito Democratico, uno del Movimento 5 Stelle e uno del Gruppo Misto – a firmare un documento indirizzato al presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, sollecitando un intervento chiarificatore da parte di Occhiuto. Nel testo si evidenzia che l’indagine, «per la sua rilevanza istituzionale, ha suscitato e continua a suscitare attenzione e preoccupazione nell’opinione pubblica e nella comunità calabrese».
I firmatari ritengono che il Consiglio regionale, in quanto massima espressione della rappresentanza democratica calabrese, debba essere informato su ogni aspetto dell’inchiesta, specialmente se riguarda il Presidente della Giunta. Per questo chiedono non solo un’informativa, ma anche un dibattito consiliare, come previsto dal regolamento interno dell’assemblea.
Tra i sottoscrittori figurano Domenico Bevacqua, Ernesto Alecci, Amalia Bruni, Franco Iacucci, Raffaele Mammoliti e Giovanni Muraca per il Pd, Davide Tavernise per il M5S e Antonio Lo Schiavo del gruppo misto.
Intanto, sul fronte giudiziario si attendono novità dal Tribunale della libertà di Catanzaro, che entro le prossime 48 ore dovrà decidere sull’istanza di dissequestro presentata dall’avvocato Gianluca Serravalle, difensore di Ernesto Ferraro, manager delle Ferrovie della Calabria, anch’egli coinvolto nell’inchiesta. La richiesta riguarda smartphone e dispositivi Usb sequestrati dagli investigatori, su mandato della Procura catanzarese.
Occhiuto, dal canto suo, ha più volte dichiarato di non aver ricevuto alcun avviso formale di garanzia, se non la notifica di proroga delle indagini preliminari, che ha definito “due foglietti” da cui si evincerebbe ben poco in termini di contenuti e accuse dettagliate.
Resta da capire se e come il presidente Occhiuto interverrà oggi in aula e quali elementi nuovi fornirà rispetto alle dichiarazioni già rilasciate pubblicamente. La seduta di oggi potrebbe rappresentare un passaggio cruciale per il governo regionale, stretto tra le esigenze di trasparenza politica e la necessità di non interferire con le indagini in corso.