Tirocinanti di inclusione sociale senza risposte e un’amministrazione comunale accusata di totale assenza. È scontro aperto a Cosenza, dove i consiglieri di minoranza hanno denunciato il silenzio della giunta Caruso rispetto alla questione dei 48 Tirocinanti di Inclusione Sociale (Tis) in forza al Comune.
Durante una recente commissione consiliare dedicata al personale, convocata proprio per affrontare il tema del futuro dei Tis, nessun rappresentante dell’Amministrazione comunale si è presentato. A segnalare l’episodio sono i consiglieri Francesco Caruso, Francesco Cito, Giuseppe D’Ippolito, Alfredo Dodaro, Francesco Luberto, Ivana Lucanto, Antonio Ruffolo, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro.
«Un comportamento che conferma l’assenza di qualsiasi strategia o interesse verso il destino di questi lavoratori e delle loro famiglie», si legge in una nota congiunta dei rappresentanti dell’opposizione. L’occasione mancata è legata alla manifestazione d’interesse aperta dalla Regione Calabria per la stabilizzazione dei Tis, che prevede un voucher economico di 25mila euro per ogni assunzione a tempo indeterminato, importo potenzialmente aumentabile fino a 40mila euro per ciascun inserimento.
Secondo i consiglieri, la mancata partecipazione del Comune rischia di far sfumare un’opportunità concreta di occupazione stabile, proprio in un momento in cui l’amministrazione ha in programma nuovi concorsi e un elevato numero di pensionamenti. In questo contesto, l’utilizzo dei voucher regionali rappresenterebbe una soluzione economicamente vantaggiosa per il rafforzamento dell’organico municipale.
«Ribadiamo quanto già espresso lo scorso 24 aprile – aggiungono i consiglieri –: il Comune deve aderire immediatamente all’iniziativa regionale». La denuncia si estende anche all’assenza di dialogo istituzionale: i tirocinanti hanno richiesto più volte un incontro con il sindaco Franz Caruso, senza mai ricevere risposta.
Il silenzio dell’Amministrazione viene definito «intollerabile» e interpretato come una mancanza di rispetto verso lavoratori che da anni operano all’interno dell’ente, spesso in condizioni precarie e senza certezze sul proprio futuro.
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