Visione, coraggio e discontinuità: per la candidata al consiglio comunale di Rende, Gilda Francesca De Rose: «Il centro storico di Rende è un bene collettivo che merita rispetto, cura e futuro. Eppure oggi si presenta spopolato, impoverito, privo di servizi essenziali e totalmente escluso da una visione turistica e culturale moderna».
Una condizione che non è frutto del caso: «Ma il risultato diretto di scelte politiche — o della loro assenza — compiute nell’arco di decenni. Le amministrazioni che hanno governato Rende per oltre trent’anni hanno progressivamente disinvestito sul centro storico, spostando l’attenzione e le risorse verso altre aree della città. L’aver spostato la casa comunale ha di fatto decretato lo spopolamento del borgo antico, alimentato dall’assenza di una strategia urbanistica equilibrata, dalla mancanza di servizi di base. Chi oggi vive a Rende paese lo sa bene: mancano presidi sanitari, trasporti adeguati, spazi per i giovani, servizi per l’infanzia e per gli anziani. E senza questi elementi fondamentali, è impensabile parlare di qualità della vita o attrattività residenziale», ha sottolineato De Rose.
Per la candidata di GenerAzione: «Serve un cambio di passo netto. Rigenerare il centro storico non è solo una questione estetica o culturale: è una sfida sociale, economica e civile. Vogliamo costruire un piano integrato di riqualificazione, incentivi per il ritorno dei residenti, servizi pubblici di prossimità, cultura diffusa e una rete di relazioni tra Comune, Università, associazioni e cittadini. Restituire vita a Rende paese significa invertire una rotta sbagliata, con responsabilità, visione e discontinuità rispetto a chi per troppo tempo ha lasciato tutto com’era».
«Ho deciso di candidarmi al Consiglio Comunale nella lista GenerAzione a sostegno di Giovanni Bilotti perché credo fermamente nella necessità di una svolta concreta e coraggiosa per Rende. Il programma di Bilotti pone al centro la rigenerazione del centro storico, la sostenibilità urbana e la valorizzazione delle risorse locali, con un’attenzione particolare alla mobilità sostenibile e all’interconnessione tra i quartieri. La sua proposta di mappare i beni inutilizzati e di coinvolgere l’Università della Calabria in progetti di innovazione sociale rappresenta un approccio innovativo e inclusivo per rilanciare Rende paese e guardare al futuro con responsabilità e determinazione, rompendo con le logiche del passato e costruendo una città più giusta, vivibile e partecipata per tutti», ha concluso Gilda Francesca De Rose.
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