Amaco Spa, quinto bando per la vendita: il futuro resta incerto

Il curatore fallimentare Fernando Caldiero abbassa il prezzo, ma nessun acquirente all’orizzonte per sbloccare la delicata del Traposto pubblico locale dell'azienda di Cosenza

Amaco

Non si arrestano i tentativi per trovare un acquirente per Amaco Spa, l’azienda per la mobilità urbana in stato fallimentare. Fernando Caldiero, curatore della procedura, ha pubblicato il quinto bando di vendita per il ramo d’azienda dedicato al Trasporto pubblico locale (Tpl), abbassando ulteriormente il prezzo base dopo i precedenti tentativi andati a vuoto.

Dopo il fallimento dell’operazione con il Consorzio Autolinee, Caldiero aveva già proposto un primo bando di vendita con un valore di 4,2 milioni di euro, che però non aveva ricevuto offerte entro la scadenza del 14 aprile. Ora, il prezzo è stato ribassato a poco più di 3,8 milioni di euro, con il termine ultimo per la presentazione delle domande fissato al 9 giugno.

La situazione si presenta complicata. In caso di nuovo esito negativo, è previsto un terzo esperimento di vendita, che ribasserà ulteriormente il prezzo del 10%, portandolo a circa 3,4 milioni di euro, con scadenza per la presentazione delle offerte il 28 luglio. Dopo questa data, se nessuno manifesterà interesse, si procederà senza ulteriori avvisi formali, navigando “a vista” fino alla scadenza dell’esercizio provvisorio prevista a settembre.

Le difficoltà sono evidenti. I primi tentativi di salvare l’azienda sono falliti: ad agosto scorso nessuno si era fatto avanti per l’affitto dell’azienda, mentre a dicembre la prima offerta del Consorzio Autolinee era stata dichiarata non ammissibile. Solo a gennaio sembrava profilarsi una soluzione, subito però naufragata a causa delle opposizioni sindacali.

Nel frattempo, nessuna risposta è arrivata dalla Regione Calabria agli appelli lanciati da un gruppo di lavoratori e sindacati. Il silenzio istituzionale aggrava ulteriormente l’incertezza per il futuro dei dipendenti e dei servizi di trasporto pubblico dell’area urbana.

Se non emergeranno soluzioni nei prossimi mesi, sarà necessario esplorare nuove strategie o procedere a una diversa gestione della crisi, nella speranza di salvaguardare almeno in parte il patrimonio aziendale e i livelli occupazionali.

Redazione

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