La protesta dei docenti idonei al concorso Pnrr1 è partita dalla Calabria e si è estesa su scala nazionale, con manifestazioni che hanno coinvolto ogni capoluogo di regione. Da Roma a Milano, passando per Napoli e Palermo, i professori hanno chiesto con determinazione la pubblicazione delle graduatorie di merito comprensive di tutti gli idonei e non solo dei vincitori.
La mobilitazione è stata organizzata per denunciare ritardi, silenzi istituzionali e incertezze sul futuro lavorativo, con l’obiettivo di garantire trasparenza nelle procedure di reclutamento e vigilare sul rispetto delle riserve e delle preferenze previste dalla normativa.
A Catanzaro, davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale (Usr), i manifestanti hanno espresso la loro frustrazione per un concorso superato senza ottenere alcuna garanzia occupazionale. Roberto, 43 anni, ha dichiarato: «Non ci bastano più le dichiarazioni di circostanza», mentre Luca e Simona, 28 e 48 anni, hanno aggiunto: «Siamo esausti, il merito non viene considerato».
La questione centrale è chiara: a distanza di mesi dalla conclusione delle prove concorsuali, gli idonei si trovano nuovamente a dover affrontare un’altra selezione, senza alcuna spiegazione sul perché il loro risultato precedente non venga riconosciuto. «Abbiamo superato un concorso, e ora siamo costretti a ripetere la stessa procedura. Perché? Qualcuno ci dia delle risposte», ha affermato Maria Francesca, precaria da sei anni.
Alla si sono uniti anche gli idonei del concorso 2020 Esp, che rivendicano la manifestazione il diritto all’assunzione a tempo indeterminato. Per rendere ancora più evidente il disagio, alcuni docenti hanno ammucchiato scatoloni con scritte di protesta davanti all’ingresso dell’Usr, sottolineando che non accetteranno ulteriori rinvii o decisioni calate dall’alto.
A sostenere le rivendicazioni del comitato spontaneo nato in Calabria è intervenuto il segretario generale Flc Cgil Area Vasta Catanzaro, Crotone e Vibo, Alfonso Marcuzzo, insieme alla segretaria regionale Flc Cgil Calabria, Carmen Aiello. Una delegazione di docenti ha inoltre incontrato i referenti dell’Usr Calabria, evidenziando le incongruenze e le difficoltà incontrate nel percorso post-concorso.
La mobilitazione, come hanno dichiarato i 62 docenti presenti a Catanzaro, non si fermerà: «Andremo avanti ad oltranza finché il Ministero dell’Istruzione non ci darà quello che meritiamo: il ruolo».
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