L’Amaco, azienda per la mobilità di Cosenza, è al centro di un’inchiesta della Procura della Repubblica che ha portato alla chiusura delle indagini nei confronti di sei persone. L’indagine, condotta dal pm Maria Ludovica Blasi, ha analizzato presunte irregolarità nella gestione finanziaria della società, già da tempo in crisi e messa in liquidazione per un accumulo di debiti insostenibili.
L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a Paolo Posteraro , ex legale rappresentante della società, e a Wladimiro Vercillo, Giuseppe Pettinato, Valentina Cavaliere e Adelina Di Pietro , membri del collegio sindacale in periodi diversi, oltre a Gaetano Petrassi , revisore dei conti dal 2018 al 2022. L’inchiesta ruota attorno alla gestione economica dell’azienda e alle operazioni finanziarie che, secondo l’accusa, avrebbero aggravato il dissesto della società.
Le accuse della Procura e il ruolo dell’ex manager
Paolo Posteraro è il principale indagato e deve rispondere a nove ipotesi di reato. Secondo il pm Blasi, le scritture contabili sarebbero state gestite in modo tale da rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio e delle attività economiche dell’azienda. Inoltre, l’ex manager è accusato di aver nascosto l’azzeramento del capitale sociale, già avvenuto nel bilancio del 2018, e di aver iscritto in bilancio voci di attive inesistenti.
Una delle operazioni sotto inchiesta riguarda il conferimento di un terreno edificabile in località Torrevecchia alla controllata Asmc , manovra che avrebbe generato plusvalenze ritenute fittizie. Nel mirino della magistratura anche la fusione per incorporazione della stessa Asmc, che versava in difficoltà finanziarie, contrariamente a quanto risultava nei documenti ufficiali. Secondo l’accusa, si sarebbe trattato di operazioni contabili artificiose per mascherare il reale stato di salute dell’azienda.
Il ruolo dei professionisti e la vigilanza sono mancati
Oltre a Posteraro, anche i membri del collegio sindacale e il revisore dei conti sono finiti sotto accusa. La Procura contesta loro di non aver esercitato adeguatamente il controllo e la vigilanza sulla gestione dell’azienda, permettendo così che il dissesto si aggravasse senza intervenire.
Una società in crisi da anni
Amaco, azienda in casa del Comune di Cosenza, è stata per anni in una situazione finanziaria critica, con un indebitamento crescente e difficoltà nella gestione economica. La società, interamente partecipata dal Comune, ha vissuto una gestione controversa, segnalata da problemi strutturali che hanno portato alla messa in liquidazione.
Ora, con la chiusura delle indagini, il collegio difensivo – composto dagli avvocati Franco Sammarco, Eugenio Bisceglia, Anna Spada, Zaira Gallo, Bianca Zupi e Riccardo Panno – si prepara a presentare le proprie controdeduzioni nei venti giorni previsti dalla legge prima che la magistratura decida se procedere con il rinvio a giudizio.
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