La Procura della Repubblica ha notificato la conclusione delle indagini preliminari relative a un’inchiesta sull’impianto di trattamento rifiuti di Vazzano, in provincia di Vibo Valentia. L’indagine, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda), ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di quattordici persone fisiche e tre società operanti nel settore ambientale calabrese. Le accuse sono gravi e riguardano il traffico illecito di rifiuti, inquinamento ambientale e gestione abusiva di rifiuti.
Tra i principali indagati figurano Eugenio Guarascio, 71 anni, e Ortenzia Guarascio, 60 anni, entrambi di Lamezia Terme, insieme a Giuseppe Antonio Caruso, 32 anni, e Francesco Currado, 71 anni, direttore tecnico dell’impianto di ammendante compostato della Eco Call Spa. Le società coinvolte nell’inchiesta sono Eco Call Spa, Ecologia Oggi Spa e 4EL Group Srl. Nell’elenco degli indagati compaiono anche Maria Carmela Amato, Rosario Fruci e Alessandro Giardiello, tutti accusati, a vario titolo, di aver partecipato alla gestione illecita dei rifiuti.
Un traffico illecito di rifiuti mascherato da compost
Secondo le ricostruzioni investigative, dal marzo 2021 al marzo 2024, gli indagati avrebbero gestito enormi quantità di rifiuti organici in modo illecito, dichiarandoli falsamente come “ammendante compostato misto” e distribuendoli a enti pubblici e aziende agricole. Tuttavia, analisi di laboratorio avrebbero evidenziato che il materiale in questione non rispettava le normative ambientali e risultava inquinante.
L’inchiesta ha portato alla luce un presunto sistema di complicità che coinvolgerebbe anche funzionari pubblici. Gianfranco Comito, dirigente del settore Ambiente della Regione Calabria, e Vincenzo De Matteis, 52 anni, sono accusati di aver agevolato le attività illecite delle aziende coinvolte. Secondo gli inquirenti, avrebbero concesso incrementi nelle quantità di rifiuti trattati senza effettuare i necessari controlli sulla reale capacità dell’impianto.
Omissioni e mancati controlli
Nell’ambito dell’inchiesta risultano indagati anche Franco Dario Giuliano, 59 anni, e Nicola Anselmo Ocello, 58 anni, entrambi funzionari dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria). Le accuse nei loro confronti riguardano l’omissione di atti d’ufficio: secondo gli investigatori, non avrebbero segnalato le gravi irregolarità riscontrate negli impianti, permettendo così il proseguimento delle attività illecite.
L’inchiesta si inserisce in un più ampio contesto di controlli sulle attività legate allo smaltimento e trattamento dei rifiuti in Calabria, un settore spesso al centro di indagini per traffici illeciti e violazioni ambientali. Ora, con la chiusura delle indagini, la Procura valuterà le eventuali richieste di rinvio a giudizio per gli indagati.
Arrestatelo e jettati a chiavi