La Regione Calabria ha annunciato un ambizioso piano per la valorizzazione e il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di destinarli a finalità sociali e istituzionali. Il Piano di settore, approvato nell’ottobre 2024 dalla giunta regionale, è stato presentato durante una conferenza stampa a Catanzaro dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, insieme alla sottosegretaria di Stato Wanda Ferro e al vicepresidente con delega ai beni confiscati Filippo Pietropaolo.
Fondi e azioni strategiche
Il piano prevede un finanziamento complessivo di 44 milioni di euro , derivante da diverse fonti, tra cui il programma regionale Calabria Fesr Fse+ 2021/2027 e l’Accordo di Coesione Fsc 2021/2027. Le azioni principali si articolano in due misure:
- Azione 4.3.2 , dedicata alle infrastrutture sociali per favorire l’inclusione, con una dotazione di 17,35 milioni di euro.
- Azione 4.h.2 , mirata a promuovere l’innovazione sociale e il welfare, con un finanziamento di 16,27 milioni di euro.
A queste risorse si aggiungono ulteriori fondi per un totale di 13,59 milioni di euro destinati a rafforzare il sostegno alle imprese sociali e alla nascita di cooperative di comunità.
Progetti e finalità
Il Piano mira al recupero funzionale di immobili confiscati alla criminalità organizzata per destinarli a usi sociali e culturali. Tra le iniziative già avviate, sono stati finanziati interventi in 25 Comuni calabresi, con un focus su progetti di welfare e innovazione. Inoltre, il piano prevede un sostegno concreto alla gestione delle iniziative nei primi tre anni, segnando una novità assoluta per la Regione Calabria.
Gli interventi si rivolgono a una platea ampia di beneficiari, tra cui disoccupati, donne, giovani, persone con disabilità, soggetti a rischio di esclusione sociale e vittime di racket e usura. Questo approccio mira a creare un impatto positivo sull’inclusione ea rafforzare il tessuto economico e sociale locale.
Dichiarazioni istituzionali
Durante la presentazione, il presidente Occhiuto ha sottolineato: «Abbiamo dimostrato una determinazione che in passato mancava. Con questo piano, grazie anche agli accordi con le amministrazioni locali, investiamo risorse per mettere a frutto questi beni nell’interesse della collettività». Ha poi annunciato l’imminente inaugurazione dei nuovi Centri per l’Impiego di Gioia Tauro e Cirò, ristrutturati utilizzando beni confiscati alla mafia.
La sottosegretaria Ferro ha elogiato l’operato della Regione, evidenziando che la Calabria è stata la prima a siglare un protocollo con l’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati. «Il 46% in più dei beni confiscati è stato assegnato agli enti locali, trasformandoli in presidi di legalità e sicurezza», ha dichiarato, invitando i Comuni a partecipare attivamente ai bandi.
Il vicepresidente Pietropaolo ha fornito ulteriori dettagli, rivelando che oltre 5.000 beni confiscati sono stati assegnati alla Calabria, di cui quasi 3.000 destinati ai Comuni. Ha inoltre aggiunto che gli interventi saranno indirizzati a sostenere progetti di inclusione sociale, cooperazione e innovazione.
Un segnale di legalità e rinascita
La Regione Calabria punta, con questo piano, a trasformare i beni confiscati in simboli di legalità e strumenti di crescita sociale. Oltre alla valorizzazione di immobili, l’iniziativa sostiene la nascita di imprese sociali e cooperative, favorendo l’occupazione e la coesione comunitaria. Il recupero dei beni confiscati rappresenta non solo una strategia di lotta alla criminalità, ma anche un’opportunità per restituire risorse alla collettività, consolidando una «cultura della resistenza» e promuovendo il cambiamento sociale.
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