Il maxiprocesso “Reset” si avvicina alla conclusione, con la sentenza prevista per il 19 dicembre da parte del gup distrettuale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, riguardante 120 imputati che hanno scelto il rito abbreviato. La lettura del dispositivo avverrà nell’aula bunker di Castrovillari e rappresenterà un momento storico, confermando l’esistenza di un quadro criminale aggiornato nell’area urbana.
Durante il processo, accusa e difesa hanno presentato visioni contrastanti su episodi e circostanze, con i pubblici ministeri Vito Valerio e Corrado Cubellotti che hanno descritto una “confederazione” ‘ndranghetistica, mentre i difensori hanno contestato tale esistenza. La procura sostiene che sei cosche criminali, unite sotto una “direzione strategica”, abbiano operato nella zona, con Francesco Patitucci come figura centrale, attualmente in carcere per omicidio.
Le sei cosche avrebbero gestito traffici illeciti come droga, usura e estorsioni, estendendo la loro influenza a Cosenza, Rende e Castrolibero, e contribuendo allo scioglimento del consiglio comunale di Rende per mafia. Questo evento è stato il risultato di un’inchiesta della Commissione antimafia, culminata nell’incriminazione di ex amministratori locali.
Il processo ha visto invocare pene severe per diversi imputati, tra cui Patitucci e altri esponenti di spicco delle cosche. Per alcuni, come l’assessore comunale di Cosenza e un sindacalista, sono state richieste condanne significative. Anche il processo con rito ordinario, che coinvolge altre 120 persone, è attualmente in corso nell’aula bunker di Castrovillari.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.