La crisi dell’Amaco a Cosenza: rimane incerto il futuro del trasporto pubblico

La vicenda sul Tpl nella città dei bruzi si complica tra fallimenti dei bandi e precarietà per i lavoratori. Il sindacato Usb richiede l'intervento della Regione per salvaguardare i diritti dei dipendenti

La vicenda dell’Amaco di Cosenza si fa sempre più critica, con istituzioni e sindacati in stallo e i lavoratori in attesa di risposte. Dopo il fallimento del secondo bando per la concessione del ramo d’azienda, l’incertezza rimane alta: senza soluzioni concrete, il rischio che dall’1 febbraio il trasporto pubblico si fermi diventi sempre più concreto. Il curatore fallimentare Fernando Caldiero è pronto a pubblicare un terzo bando, ma permangono dubbi sulla capacità di trovare un accordo sostenibile per tutte le parti coinvolte. Sul fronte sindacale, l’Usb denuncia una gestione inadeguata e un clima di insicurezza tra i lavoratori, senza un quadro chiaro di tutela per i dipendenti in caso di passaggio a un privato.

Comune e Regione in attesa, lavoratori senza risposte

Il Comune di Cosenza sostiene di aver esaurito tutte le possibilità nelle sue competenze rispetto all’Amaco, mentre la Regione Calabria appare distante e poco coinvolta nella gestione di una crisi che colpisce il trasporto pubblico locale (Tpl) e, di conseguenza, i cittadini. Con i sindacati confederali in attesa di sviluppi, il futuro dei lavoratori dell’Amaco resta in bilico, alimentando il clima di incertezza.

Secondo quanto riportato, il curatore fallimentare Fernando Caldiero dovrebbe a breve pubblicare un nuovo bando per la gestione del servizio di Tpl, sperando in una proposta accettabile. Tuttavia, anche questa volta si teme la partecipazione di un solo soggetto, il Consorzio Autolinee, la cui proposta era stata respinta in precedenza. Un accordo tra le parti resta cruciale per garantire un futuro stabile al servizio pubblico e alla tutela dei posti di lavoro, ma le divergenze sulle condizioni occupazionali e sulle questioni economiche complicano il processo.

Usb: “Una partita giocata sulla pelle dei lavoratori”

L’Usb Lavoro privato e trasporti di Cosenza ha preso una posizione dura sulla crisi dell’Amaco, descrivendo la gestione della vertenza come problematica sin dall’inizio. Secondo il sindacato, i lavoratori del Tpl a livello nazionale si trovano già in difficoltà a causa di un Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) ritenuto inadeguato per la situazione economica e le mansioni svolte. La situazione nell’Amaco risulta ancor più grave, in quanto il fallimento ha privato i dipendenti della contrattazione di secondo livello, mentre i conducenti dei bus non hanno accesso all’agente unico, riconosciuto quasi ovunque in Italia nel settore Tpl.

L’Usb esprime perplessità sulle dichiarazioni del curatore, il quale ha respinto l’offerta del privato per mancanza di garanzie sui livelli occupazionali. Secondo il sindacato, è noto che un imprenditore privato può, per necessità aziendali, ridurre il personale e abbassare il livello salariale. La preoccupazione principale dell’Usb riguarda l’eventualità che, dietro il fallimento, si sta cercando di eliminare di fatto il contratto di secondo livello, con un conseguente abbassamento delle condizioni lavorative, anche senza un intervento diretto del privato.

Sindacato Usb: la Regione favorisca il passaggio al Consorzio Cometra

Per l’Usb, la soluzione migliore per garantire continuità e tutela ai lavoratori sarebbe il trasferimento degli stessi al Consorzio Cometra, maggiormente in linea con le garanzie di sicurezza occupazionale e salariale. Il Consorzio Cometra, a maggioranza pubblica, risulta essere l’effettivo titolare dei chilometri assegnati dalla Regione, compresi quelli attualmente gestiti dall’Amaco, e pertanto rappresenta l’opzione migliore per tutelare i lavoratori. Secondo il sindacato, agevolare il passaggio al Cometra garantirebbe la continuità del servizio di trasporto e proteggerebbe i livelli occupazionali, compresa la riassunzione degli operatori licenziati durante la crisi.

Il rischio di lasciare i lavoratori senza tutela è il punto centrale delle critiche dell’Usb, che sottolinea come si deve evitare che il fallimento diventi un pretesto per ridurre i diritti ei salari dei dipendenti. Il sindacato ribadisce il proprio sostegno al mantenimento della gestione pubblica delle aziende di trasporto, sostenendo che il coinvolgimento di privati ​​rischia di compromettere la qualità del servizio ei diritti dei lavoratori.

Futuro incerto e necessità di una risposta unitaria

Il destino dell’Amaco e del trasporto pubblico a Cosenza si presenta dunque estremamente incerto. Le istituzioni locali e regionali sono chiamate a una collaborazione concreta e tempestiva per scongiurare il rischio di un blocco del servizio. La pubblicazione del terzo bando rappresenta un’ultima occasione per raggiungere un’intesa, anche se le parti coinvolte devono mostrare flessibilità per garantire un esito positivo. La richiesta di tutela dei livelli occupazionali, avanzata dall’Usb, evidenzia la necessità di soluzioni che non sacrificano i diritti dei lavoratori a favore di meri obiettivi economici.

In conclusione, l’Usb insiste perché le parti coinvolte adottano misure di salvaguardia dei lavoratori dell’Amaco. Il sindacato sollecita anche la Regione Calabria a intervenire con decisione per facilitare il passaggio dei lavoratori al Consorzio Cometra, garantendo una gestione stabile e pubblica del trasporto locale. La situazione attuale richiede risposte immediate e impegni chiari per assicurare un futuro al servizio pubblico e al benessere dei dipendenti Amaco.

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