Durante un incontro pubblico organizzato dal Coordinamento Alto Ionio Palestina Libera a Corigliano Rossano, la deputata del Movimento 5 Stelle Vittoria Baldino ha espresso una dura condanna sulla situazione in Medio Oriente, sottolineando come in Palestina non si possa parlare di guerra, ma di «un massacro e di un genocidio sistematico».
Nel suo intervento, la parlamentare calabrese ha voluto portare testimonianze dirette di chi vive quotidianamente la violenza. Ha citato in particolare la storia di una giornalista di Gaza che ha perso i suoi tre figli e che oggi porta sulle spalle il peso di ferite fisiche e di un dolore che Baldino ha definito «eterno e insopportabile per una madre». Per la deputata, queste voci non rappresentano semplici numeri, ma «nomi, volti e sogni infranti che gridano al mondo di non voltarsi dall’altra parte».
Un passaggio centrale del suo discorso ha riguardato i giornalisti palestinesi uccisi negli ultimi mesi, stimati in oltre 270. Baldino ha ricordato la figura di Anas Al-Sharif, assassinato a Jenin, richiamando la memoria del 1948, quando ebbe inizio la deportazione di centinaia di migliaia di palestinesi. «Questi professionisti – ha sottolineato – sono stati cancellati perché armati soltanto di telecamera e verità».
La deputata ha poi rivolto un appello alla società civile e alle istituzioni: «Abbiamo il dovere di provare vergogna per ciò che i governi stanno permettendo e di ribellarci al silenzio complice. Accettare che un popolo venga annientato significa ammettere che lo stesso possa accadere altrove, anche a noi».
Ringraziando gli attivisti del Coordinamento per il lavoro svolto in Calabria, Baldino ha ribadito l’importanza di iniziative che rafforzino la solidarietà internazionale. «I fratelli e le sorelle palestinesi non sono soli – ha dichiarato –. Questo progetto di annientamento non passerà mai, non lo consentiremo».
Le parole pronunciate a Corigliano Rossano si inseriscono in un clima politico e sociale segnato da mobilitazioni, cortei e appelli che in diverse città italiane continuano a chiedere lo stop delle violenze e la tutela dei diritti umani.