Il mare della Calabria, da sempre simbolo di bellezza naturale e risorsa strategica, è oggi sotto un attacco costante da parte dell’uomo e dei cambiamenti climatici. Un quadro preoccupante emerge dal dossier “Mare Monstrum 2025” di Legambiente, che fotografa una situazione critica lungo le coste italiane, con la Calabria al quinto posto nazionale per numero di reati ambientali.
Un mare ferito tra abusivismo e inquinamento
Nel 2024, sono stati accertati 869 reati ambientali lungo le coste calabresi, pari all’8,4% del totale nazionale. La provincia di Cosenza figura tra le tre aree più colpite in Italia, preceduta solo da Salerno e Napoli. Costruzioni abusive, scarichi non autorizzati, occupazioni illecite del demanio e irregolarità negli appalti pubblici rappresentano i principali fronti dell’offensiva contro il territorio marino e costiero.
Il rapporto, diffuso in occasione dell’avvio delle campagne Goletta Verde e Goletta dei Laghi 2025, evidenzia come quasi metà dei reati ambientali accertati in Italia si concentri nelle regioni a forte presenza mafiosa, con 5.108 illeciti gravi, 5.377 denunce e 6 arresti solo tra Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.
Sotto osservazione anche le acque interne
Oltre alle coste, anche le acque interne e lacustri calabresi risultano colpite dall’inquinamento da microplastiche, mentre la cattiva depurazione e la dispersione di rifiuti plastici continuano a rappresentare una grave minaccia. La dipendenza dalle fonti fossili e il mancato rispetto dei parametri ambientali nei sistemi di trattamento delle acque completano un quadro in cui la pressione sull’ecosistema acquatico appare in aumento.
Tecnologia Sar e anomalie nei fondali
Un segnale di allerta arriva anche dal monitoraggio con sonda Sar condotto dalla Regione Calabria, che ha consentito di individuare sette potenziali anomalie sottomarine lungo l’arco compreso tra Pizzo e Lamezia Terme. Secondo il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, si tratterebbe di possibili condotte illecite che scaricano direttamente in mare.
«Chi inquina il mare è un nemico della Calabria – ha dichiarato Occhiuto – e chi costruisce condotte clandestine è un criminale». Il sistema Sar ha permesso di verificare lo stato delle condutture sotterranee, rivelando la presenza di scarichi sospetti non correttamente collegati ai sistemi di depurazione.
Cemento illegale e minacce future
Tra le minacce più gravi, la cementificazione selvaggia continua a trasformare tratti costieri in cantieri abusivi, con pesanti conseguenze sull’ambiente e sul turismo. L’impatto della criminalità organizzata e la scarsa efficacia dei controlli locali restano ostacoli significativi per la tutela del patrimonio marino.
Legambiente segnala che nel 2024 i reati ambientali in Italia sono cresciuti dello 0,7% rispetto al 2023, toccando quota 10.332 infrazioni. Il fenomeno non mostra segnali di rallentamento, e l’organizzazione ambientalista lancia un appello alle istituzioni per un maggiore impegno nella lotta all’illegalità ambientale, nella riqualificazione dei territori e nella transizione ecologica.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.