A Cosenza si è svolto un corteo di protesta partito da Piazza dei Bruzi, pieno di rabbia, dolore e determinazione contro il genocidio in corso a Gaza e la crescente militarizzazione in Europa. Centinaia di partecipanti, tra attivisti, studenti, cittadini, famiglie e bambini, hanno sfilato lungo Corso Mazzini con slogan come “Genocidio, guerra e riarmo: non nel nostro nome”, denunciando il ruolo di USA e UE nel sostenere l’industria bellica israeliana. I manifestanti hanno esposto cartelli contro la complicità europea e americana, e bandiere “Free Palestine”. La protesta ha anche criticato il piano Rearm Europe, che prevede 800 miliardi di euro per l’industria delle armi, sottolineando come questa scelta sia inconcepibile di fronte alla mancanza di servizi essenziali nei territori europei.
Durante l’evento si è invocato il boicottaggio di aziende e istituzioni coinvolte nel sostegno al genocidio, ribadendo la necessità di una mobilitazione continua contro la guerra e il profitto sulle armi. Il messaggio principale è che la lotta per la libertà del popolo palestinese è anche una lotta per un mondo più giusto e umano. Il motto “Non nel nostro nome” ha rappresentato il filo conduttore della giornata, unendo Cosenza a molte altre piazze in Italia e nel mondo, per ribadire che chi difende i diritti umani non può restare in silenzio di fronte al genocidio, e che la vera pace si costruisce con giustizia, non con le armi.
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