Calabria in crisi: cresce l’indebitamento delle famiglie e il rischio insolvenza

Il 47,7% dei calabresi ha contratto un debito con le banche nel 2024. Aumentano i prestiti personali per far fronte alle spese quotidiane, mentre l'insolvenza si diffonde in tutta la regione

La difficile situazione economica della Calabria si riflette in un crescente ricorso al credito da parte delle famiglie. Secondo i dati di Mister Credit del Crif, nel 2024 il 47,7% dei calabresi ha contratto un prestito bancario, con una prevalenza di finanziamenti personali per affrontare spese quotidiane.

L’importo medio del debito per cittadino calabrese si attesta a 22.081 euro, con una rata mensile di 232 euro, la più bassa d’Italia. Tuttavia, questa cifra è direttamente legata ai bassi redditi della regione, come evidenziato da uno studio della Cgia di Mestre. L’indebitamento riguarda soprattutto i prestiti finalizzati (53,9%) e i prestiti personali (32,8%), mentre solo il 13,3% dei calabresi contrae un mutuo.

Dati provinciali: Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria tra le più esposte

Analizzando i dati a livello territoriale, emergono differenze significative tra le province:

  • Cosenza: il 45,2% della popolazione ha un credito attivo, con un debito medio di 23.819 euro e una rata mensile di 236 euro.
  • Catanzaro: il 49,4% è indebitato con una media di 24.233 euro e una rata di 243 euro.
  • Reggio Calabria: qui il debito medio è più basso (19.498 euro) e coinvolge il 50,2% della popolazione, con rate di 223 euro al mese.
  • Vibo Valentia e Crotone registrano importi simili, rispettivamente 21.675 euro e 21.191 euro, con rate tra i 222 e i 237 euro.

L’età media di chi accede ai finanziamenti si concentra tra i 25 e i 54 anni, e si assiste a una crescente diffusione degli acquisti a rate online, una forma di indebitamento che può pesare sul bilancio familiare nel lungo periodo.

Sovraindebitamento e insolvenza: l’allarme di Bankitalia e Fabi

L’aumento dell’indebitamento è accompagnato da un preoccupante incremento dell’insolvenza. Secondo il sindacato bancario Fabi, in Calabria sempre più persone non riescono a pagare le rate di prestiti e mutui, posticipando anche bollette e altre spese essenziali.

Il rapporto di Bankitalia conferma che la quota di crediti deteriorati è passata dal 5,5% di fine 2023 al 6,9% a metà 2024, interrompendo un trend di calo che durava dal 2016. Il tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti alle famiglie ha raggiunto l’1,3%, il più alto d’Italia, segnalando una diffusa difficoltà economica.

Per far fronte a questa emergenza, a Cosenza è stato attivato uno sportello di supporto per il sovraindebitamento da parte dell’Ugl, con un numero crescente di richieste d’aiuto. Molti calabresi, infatti, finiscono nella trappola del debito, cercando di coprire vecchi prestiti con nuovi finanziamenti, un circolo vizioso da cui si può uscire solo con un intervento giudiziario.

Redazione

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