Sanità in Calabria: ritardi nei progetti del Pnrr per case e ospedali di comunità

Calabria, sanità in difficoltà: gravi ritardi per Case e Ospedali di comunità finanziati dal Pnrr. Solo il 10% dei fondi spesi, rischio mancata realizzazione

Nonostante la scadenza del Piano di ripresa e resilienza sia sempre più vicina, in Calabria i progetti per il potenziamento della sanità territoriale procedono a rilento. A denunciarlo è la Cgil, che evidenzia gravi ritardi nell’avvio delle Case e degli Ospedali di comunità.

L’analisi del sindacato, basata sui dati aggiornati al 31 dicembre 2024 della piattaforma di monitoraggio Regis del Ministero dell’Economia e delle Finanze, mette in luce una situazione preoccupante. Per le Case della comunità, sono stati finanziati progetti per 1.416 strutture, di cui circa 1.000 con fondi del Pnrr, per un totale di 2,8 miliardi di euro. Tuttavia, ad oggi, sono stati effettuati pagamenti per soli 261 milioni di euro, meno del 10% delle risorse disponibili.

Questi poli sanitari territoriali, previsti per ospitare medici di famiglia, pediatri, infermieri, specialisti ambulatoriali e assistenti sociali, avrebbero dovuto alleggerire la pressione sugli ospedali, ma in Calabria sono stati avviati solo 4 dei 61 progetti previsti, lasciando in sospeso l’86,9% delle strutture programmate.

Ritardi anche per gli ospedali di comunità

Non va meglio per gli Ospedali di comunità, strutture a gestione infermieristica essenziali per le cure intermedie e la stabilizzazione dei pazienti dimessi dagli ospedali. In Calabria il 90% dei progetti registra ritardi, una situazione simile a quella del Molise e della provincia di Bolzano, dove nessun progetto ha rispettato i tempi previsti. In Sardegna, l’84,6% delle opere è ancora bloccato.

Nella regione calabrese, su 20 strutture previste, solo 2 sono state avviate. Questo rallentamento si riflette anche sui pagamenti erogati, che si attestano al 4,2% per le Case della comunità e all’1,7% per gli Ospedali di comunità, segnalando una fase di stallo nell’utilizzo dei fondi.

La Cgil: «Difficile completare i lavori entro il 2026»

Di fronte a questi dati, la segretaria confederale della Cgil, Daniela Barbaresi, ha espresso forti preoccupazioni: «Risulta difficile credere che il Governo possa riuscire a completare i lavori e collaudare le strutture entro giugno 2026, termine ultimo del Pnrr», ha dichiarato.

Oltre ai ritardi nei cantieri, la sindacalista sottolinea un ulteriore problema: la carenza di personale. «Costruire nuovi edifici non basta se non si garantiscono le risorse umane necessarie per renderli operativi ed efficienti», ha aggiunto.

Conseguenze sulla sanità calabrese

L’attuale situazione incide direttamente sulla gestione dell’emergenza sanitaria in Calabria. La mancata attivazione delle Case della comunità rende più difficile alleggerire il carico sui Pronto soccorso, spesso congestionati da pazienti con patologie non gravi. Senza questi presìdi territoriali, i tempi di attesa continuano ad allungarsi e il personale sanitario è costretto a gestire situazioni che potrebbero essere trattate altrove.

L’entrata in funzione delle Case della comunità potrebbe inoltre favorire una riforma del ruolo dei medici di base, prevedendo la loro trasformazione in dipendenti del Servizio sanitario nazionale. In questo modo, i medici sarebbero tenuti a garantire un numero preciso di ore settimanali nelle nuove strutture, migliorando la continuità assistenziale per i cittadini.

La situazione attuale, però, lascia spazio a molte incertezze. Con meno di 16 mesi rimanenti per completare il Pnrr, senza proroghe straordinarie, il rischio che questi progetti rimangano incompiuti è sempre più concreto.

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