Cosenza e il peso dell’inflazione: aumenti e incertezze per il 2025

Il nuovo anno si apre tra rincari e difficoltà economiche per le famiglie cosentine. La città è la più cara della Calabria, con una spesa aggiuntiva media di 230 euro nel 2024

Cosenza si trova tra speranza e difficoltà economiche, stretta in una situazione di crescente incertezza legata all’inflazione. Il 2024 si è chiuso con un aumento dei prezzi che ha pesato sulle tasche delle famiglie, e il 2025 non sembra portare segnali di miglioramento. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, nel corso dell’ultimo anno, una famiglia media ha speso 230 euro in più per beni e servizi, un aggravio che si aggiunge ai rincari registrati negli anni precedenti.

Se si considera il trend dell’ultimo triennio, l’incremento del costo della vita è stato esponenziale: nel 2023 si era registrato un aumento di 1.139 euro rispetto al 2022, mentre rispetto al 2022 l’esborso aggiuntivo era stato di 1.662 euro. Cosenza si colloca così al tredicesimo posto in Italia per livello di inflazione nel 2024, con una media annua dell’1,3%.

Una Calabria sempre più cara

La situazione non riguarda solo il capoluogo bruzio, ma interessa l’intera regione. La Calabria, nel complesso, ha visto un aumento del costo della vita di 169 euro nel 2024, con un’inflazione media dell’1%, in linea con il dato nazionale. Tuttavia, Cosenza si conferma la città più cara della regione, seguita da Catanzaro e Reggio Calabria, che si trovano entrambe al cinquantanovesimo posto della graduatoria italiana con un incremento medio della spesa di 142 euro per famiglia.

Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha evidenziato come il posizionamento di Cosenza nella classifica del carovita sia tutt’altro che positivo: «I cosentini avrebbero fatto volentieri a meno di questo record. In media, una famiglia di due persone ha speso 230 euro in più rispetto al 2023, e il peso dell’inflazione cresce all’aumentare dei componenti del nucleo familiare».

I rincari colpiscono la spesa quotidiana

Secondo l’Osservatorio Prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), l’aumento dei prezzi ha inciso in modo significativo sul carrello della spesa, con differenze evidenti nei costi dei prodotti alimentari rispetto all’anno precedente.

Tra gli aumenti più significativi:

  • Pane: il prezzo medio al chilo è passato da 3,61 euro a 3,82 euro tra dicembre 2023 e dicembre 2024, con un rincaro di 29 centesimi. Per un confronto storico, nel 2004 il costo medio era di 1,49 euro al chilo, segnando un incremento di 2,33 euro in vent’anni.
  • Carne bovina adulta: un chilo costa ora in media 16,19 euro, contro i 15,11 euro del 2023.
  • Olio extravergine d’oliva: dopo un biennio di forti aumenti, il prezzo è in leggera flessione, passando da 8,87 euro a 7,75 euro al litro.

Il rischio di nuove disuguaglianze

Il caro prezzi aggrava il divario economico tra Nord e Sud, colpendo in particolare le regioni più fragili come la Calabria. L’aumento del costo della vita, unito all’incertezza sui prezzi dell’energia (luce e gas), potrebbe accentuare le disuguaglianze sociali, con effetti negativi sul potere d’acquisto delle famiglie meno abbienti.

Il 2025 si apre quindi con poche certezze e molte preoccupazioni, in attesa di possibili misure economiche in grado di alleviare il peso dell’inflazione sulle famiglie calabresi.

Redazione

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