Il caso Bergamini rimane aperto. Questa è la conclusione a cui è giunta al termine del Processo sulla morte dell’ex centrocampista del Cosenza, che ha suggerito ai pubblici ministeri di esplorare una nuova pista. Le indagini devono dunque continuare, come emerge dal dispositivo della sentenza che ha condannato Isabella Internò a 16 anni di reclusione, con l’obiettivo di identificare i responsabili dell’omicidio del calciatore.
La Corte, presieduta da Paola Lucente e affiancata da Marco Bilotta, ha ordinato la trasmissione degli atti relativi alla posizione di Roberto Internò, ascoltato come testimone durante il dibattimento. Il cugino accompagnò i genitori di Isabella sul luogo in cui fu rinvenuto il cadavere del giocatore rossoblù il 18 novembre 1989. I magistrati hanno trovato poco convincente la sua testimonianza fornita durante il processo, unitamente a un’intercettazione riguardante un colloquio avuto con la moglie, emersa nel corso delle indagini riaperte nel 2017 dalla Procura di Castrovillari.