Unione dei Comuni nell’area urbana cosentina: Rende sollecita il confronto e invita Cosenza e Provincia all’iniziativa

A dieci mesi dalla proposta di Statuto deliberata dalla Giunta rendese, l'amministrazione lamenta il silenzio degli enti contermini e chiede l'avvio formale dell'iter per la gestione integrata dei servizi

Franz Caruso e Sandro Principe

L’integrazione e la gestione associata dei servizi pubblici essenziali rimangono al centro del dibattito politico nell’area urbana cosentina. L’istituto dell’Unione dei Comuni, previsto dall’ordinamento giuridico per ottimizzare l’efficienza amministrativa e contenere i costi di gestione in ambiti strategici — quali la raccolta dei rifiuti, i trasporti locali, la Polizia Municipale e la pianificazione urbanistica —, attende una risposta formale da parte degli enti territoriali coinvolti.

All’inizio del 2026, la Giunta comunale di Rende ha approvato una delibera contenente lo schema di Statuto per l’istituzione di un’Unione tra i Comuni di Rende, Cosenza, Montalto Uffugo e Castrolibero. Il documento è stato successivamente inviato alle rispettive amministrazioni comunali. A distanza di oltre dieci mesi dall’invio della proposta, tuttavia, non si registrano ancora riscontri ufficiali né aperture di tavoli di confronto da parte dei Comuni destinatari.

Lo schema di Statuto redatto dal Comune di Rende prevede un impianto aperto: oltre all’integrazione tra i quattro centri dell’area urbana, la bozza include clausole che consentono l’adesione successiva di altri Comuni del territorio, con la possibilità di associare anche enti non contigui per specifici servizi la cui operatività non richiede continuità territoriale, come la gestione del ciclo dei rifiuti.

Per superare l’attuale fase di stallo e giungere alla stesura di un testo definitivo da sottoporre all’approvazione dei singoli Consigli comunali, l’amministrazione rendese ritiene prioritario la convocazione di un primo incontro formale tra i primi cittadini. Per ragioni di opportunismo istituzionale e al fine di evitare strumentalizzazioni politiche, la leadership di Rende ha scelto di non assumere direttamente la convocazione dell’assise. L’iniziativa per l’avvio formale delle procedure viene dunque individuata nella figura del Presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli, o del Sindaco di Cosenza, Franz Caruso.

Il progetto di aggregazione ha registrato manifestazioni di interesse anche da parte di diversi settori dell’opposizione presente nel Consiglio Comunale di Rende, a conferma di un orientamento trasversale sulla necessità di razionalizzare la governance dei servizi su scala sovracomunale.

Fonte: Nota congiunta del Sindaco di Rende, Sandro Principe, e dei capigruppo consiliari Clelio Gelsomino (Insieme per Rende), Marinella Castiglione (Rende Riformista), Massimo La Deda (Rende Avanti), Carlo Scola (Innova Rende), Francesco Tenuta (PSI) ed Emilio De Bartolo (IdM).

Redazione

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