La città di Cosenza non dimentica i suoi maestri e gli artisti di valore. Una sala consiliare gremita ha accolto, a Palazzo dei Bruzi, l’omaggio a Giulio Telarico, artista, intellettuale e figura di riferimento per la cultura cosentina e calabrese, scomparso nel mese di agosto di quest’anno. Il tributo a quello che è stato un ricercatore e sperimentatore instancabile di nuovi orizzonti artistici è stato promosso ed organizzato dalla Commissione Cultura presieduta dal consigliere comunale Mimmo Frammartino cui è toccato introdurre l’incontro tenutosi nella sala delle adunanze del Consiglio comunale.
Frammartino ha ricordato le parole del Sindaco Franz Caruso subito dopo aver appreso della scomparsa di Giulio Telarico: “Cosenza perde un poeta dell’arte dall’animo nobile e tra le espressioni più eleganti e raffinate del panorama artistico calabrese e nazionale. Nei suoi quadri è racchiusa l’anima visiva della città, quella degli intonaci consumati dallo scorrere del tempo che si mescolano al gioco di luci, ombre e ai cromatismi che tagliano i nostri vicoli al tramonto”. Quindi il Presidente della commissione cultura ha ripercorso alcune delle tappe più significative dell’attività di Telarico : dall’invito di Vittorio Sgarbi alla Biennale di Venezia 2011, fino alla personale a Palazzo Arnone nel 2012. Testimonianze importanti sono venute dal Presidente del Premio Sila, Enzo Paolini e dal Presidente del Club Telesio, Antonlivio Perfetti. Paolini ha ricordato che Giulio Telarico fu l’autore del manifesto della prima edizione del Premio Sila nel ’49: “Una scelta naturale per connotare la nostra creatura appena nata. Indimenticabile la forza di quel rosso, il mistero dei segni”. Antonlivio Perfetti ha incentrato il suo intervento su appartenenza e memoria collettiva, citando Italo Calvino: “l’appartenenza è il sentimento che rende riconoscibili fra loro gli abitanti di una città quando si incontrano in aeroporto o in una metropoli”. Da qui il plauso alla Commissione cultura “per aver interpretato il sentimento dei cosentini”. Altri contributi sono quindi arrivati dall’Architetto Coscarella, che si è soffermato sul dialogo tra segno arcaico e architettura; dall’artista di Diamante, Angelo Aligia, sulla comune radice del “canto delle pietre silenziose”, da Massimo Melicchio, allievo di Telarico, oggi artista affermato, che ne ha raccolto l’insegnamento come postura morale. E’ stata, infine, la volta della gallerista Marilena Sirangelo, testimone quotidiana della difesa dell’arte e che ha esaltato l’ umiltà e la professionalità straordinarie di Giulio Telarico. Un saluto è stato portato anche dalla parlamentare Simona Loizzo, intervenuta come amica ed estimatrice dell’artista e del docente del Liceo Artistico che ha formato intere generazioni di giovani. Al termine della manifestazione, il Presidente della Commissione cultura, Mimmo Frammartino, ha consegnato un riconoscimento alla memoria di Giulio Telarico alla vedova Giovanna Tenuta accompagnata dal figlio Giorgio.
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