Il continuo aumento del costo dei carburanti sta imponendo una forte pressione economica sulle famiglie calabresi. Le ultime rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) evidenziano un quadro critico per la regione, posizionandola ai vertici nazionali per i rincari alla pompa.
Nel servizio self-service, la benzina ha raggiunto una media regionale di 2,177 euro al litro, dato superato soltanto dalle province autonome di Bolzano e dal Friuli Venezia Giulia. Scenario analogo per il gasolio, che si è attestato a 2,349 euro al litro, quarto valore più elevato a livello nazionale. Il confronto con l’inizio dell’anno certifica una crescita marcata: a fronte dei 1,627 euro per la benzina e dei 1,677 euro per il diesel registrati nei mesi scorsi, l’incremento si attesta rispettivamente attorno al 34% e al 40%.
L’impatto di questi rincari assume una connotazione particolarmente rilevante sul piano sociale. In Calabria l’utilizzo del mezzo privato rappresenta spesso una necessità ineludibile per garantire la mobilità quotidiana verso posti di lavoro, presidi sanitari e istituti scolastici. Nelle zone interne, in particolare, la carenza strutturale del trasporto pubblico locale non offre valide alternative all’automobile.
A complicare il quadro interviene il fattore strutturale legato al parco veicolare regionale, tra i più datati del Paese. Con un’età media di 14 anni e 4 mesi — a fronte di una media nazionale di 12 anni e 6 mesi — le autovetture in circolazione comportano una minore efficienza nei consumi e costi di manutenzione superiori, amplificando ulteriormente l’effetto dei rincari sulla spesa delle famiglie.
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