Amaco Cosenza, fallita la trattativa con il Consorzio Autolinee: si va verso il licenziamento collettivo

Il curatore fallimentare Caldiero ordina un piano operativo d'emergenza entro 5 giorni. Sindacati spaccati: la Cisl critica il muro delle altre sigle, che ora chiedono un tavolo d'urgenza alla Regione

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La vertenza Amaco è giunta a un punto di rottura definitivo. Il mancato raggiungimento di un accordo presso la sede di Confindustria tra le organizzazioni sindacali e il Consorzio Autolinee Tpl ha decretato l’esito negativo della trattativa per il passaggio di proprietà dell’azienda di trasporto pubblico cosentina.

A seguito del tavolo negoziale, il curatore fallimentare di Amaco, Fernando Caldiero, ha indirizzato una formale comunicazione al direttore generale La Valle, al Comitato dei creditori e alle sigle sindacali, richiedendo la predisposizione immediata di un piano operativo propedeutico all’avvio delle procedure di licenziamento collettivo. Il cronoprogramma aziendale dovrà essere consegnato entro cinque giorni e dovrà prevedere una rimodulazione al ribasso dei servizi urbani – complice anche la contestuale sospensione estiva delle attività scolastiche – e l’individuazione del personale strettamente necessario al mantenimento delle attività residue, prefigurando la sospensione per le unità eccedenti. Con la chiusura definitiva delle trattative e dopo sette aste pubbliche andate deserte, l’esercizio provvisorio della società, precedentemente prorogato fino al 30 settembre, è destinato a interrompersi anticipatamente.

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Nel frattempo, si registra uno scambio epistolare teso tra gli organi fallimentari e i vertici del Consorzio Autolinee. Quest’ultimo ha confermato l’impossibilità di concedere ulteriori deroghe rispetto alle condizioni fissate in sede d’asta, richiedendo contestualmente la restituzione della cauzione versata. Nonostante la posizione della controparte, la curatela fallimentare ha chiesto lo scioglimento formale di ogni riserva, mantenendo aperta una residua finestra negoziale.

Il presidente del Consorzio Autolinee Tpl, Rocco Mario Carlomagno, ha espresso forte perplessità per il mancato perfezionamento del passaggio societario, definendo la situazione “razionalmente inspiegabile”. Secondo quanto dichiarato da Carlomagno, la società acquirente si era resa disponibile a farsi carico di oneri integrativi rispetto al provvedimento di aggiudicazione originario, proponendo l’assorbimento dell’intero bacino occupazionale di Amaco (oltre i 95 dipendenti previsti dal bando) tramite una nuova società controllata al 100% dal Consorzio. Una proposta che, stando alla ricostruzione della governance del Consorzio, è stata respinta in modo intransigente dalla quasi totalità delle rappresentanze sindacali, con l’unica eccezione della Cisl.

La rottura del tavolo ha provocato una profonda spaccatura nel fronte sindacale. Le segreterie regionali e territoriali di Filt Cgil, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Ugl Trasporti, Confail Faisa e Orsa Tpl hanno inviato un appello urgente al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, all’assessore competente Gianluca Gallo e al sindaco di Cosenza Franz Caruso per chiedere l’immediata convocazione di un tavolo istituzionale. I firmatari sostengono la necessità di superare i provvedimenti transitori, auspicando il passaggio della gestione del trasporto pubblico locale dell’area urbana cosentina a società interamente pubbliche a carattere regionale, al fine di salvaguardare le competenze del personale e i futuri progetti di mobilità sostenibile, tra cui il sistema Bus Rapid Transit (Brt).

Di parere opposto la Ust Cisl e la Fit Cisl di Cosenza e della Calabria, che hanno preso formalmente le distanze dal documento comune delle altre sigle. In una nota ufficiale, la Cisl ha espresso forte preoccupazione per le ripercussioni occupazionali e sociali derivanti dalla fine dell’esercizio provvisorio, sottolineando come la proposta industriale del Consorzio Autolinee rappresentasse un’opportunità concreta che avrebbe dovuto essere approfondita e verificata fino in fondo anziché respinta.

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