Si svolgerà oggi alle ore 15.00 alla Farnesina l’iniziativa “Quattro Mondi – Dialogo globale di foresight con le nuove generazioni per il futuro della diplomazia agroalimentare”, appuntamento dedicato al confronto internazionale sul ruolo strategico dei sistemi agroalimentari nelle dinamiche geopolitiche e diplomatiche contemporanee.
All’evento parteciperanno circa 80 giovani scienziati, studiosi e ricercatori provenienti da diversi Paesi, impegnati nei temi della cosiddetta “diplomazia del cibo”, con l’obiettivo di approfondire il contributo dell’agroalimentare nelle relazioni internazionali e nei processi di cooperazione globale.
L’incontro prenderà avvio dalla presentazione del rapporto “Quattro mondi, un sistema: l’Italia nelle geopolitiche agroalimentari globali”, promosso dal Dottor Nicola Caputo, Consigliere per l’export e l’internazionalizzazione della filiera agroalimentare del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, .
Lo studio è stato realizzato nell’ambito del programma di ricerca-azione “Rural Hack”, piattaforma italiana dedicata all’innovazione dei sistemi agroalimentari, alla sostenibilità e alle tecnologie per l’agricoltura del futuro. Il progetto ha sede presso il Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio, a Napoli, ed è sviluppato sotto la direzione scientifica del professor Alex Giordano.
Il rapporto propone una lettura strategica dell’agroalimentare italiano come strumento di politica estera, mettendo in evidenza il valore del Made in Italy nei processi di cooperazione internazionale, innovazione, governance globale e soft power. La ricerca individua quattro ambiti di riferimento per analizzare il posizionamento dell’Italia nello scenario agroalimentare mondiale: le economie mature ad alto valore, le economie emergenti ad alta dinamicità, le economie in transizione caratterizzate da fragilità strutturali e i principali attori geopolitici globali.
Secondo Nicola Caputo, il comparto agroalimentare rappresenta oggi un elemento centrale nelle strategie di dialogo internazionale: “Il cibo è sempre più una leva di dialogo, cooperazione e presenza internazionale”. Caputo ha inoltre evidenziato come il sistema agroalimentare italiano non sia soltanto un’eccellenza economica e produttiva, ma anche un patrimonio culturale, tecnologico e relazionale capace di favorire nuove forme di diplomazia e cooperazione internazionale.
L’iniziativa punta infine alla realizzazione di un documento conclusivo di sintesi, destinato a supportare future riflessioni strategiche e possibili indirizzi programmatici nell’ambito della diplomazia agroalimentare italiana.
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